Essepiauto
Lorenzo Cimarosa

Lorenzo Cimarosa

Emesse condanne severe, per i castelvetranesi finiti nella sentenza del GUP di Palermo, Cesare Vincenti e relativi al processo Eden che vedeva sotto accusa prestanomi e favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro.

Mano pesante da parte del Giudice per le udienze preliminari di Palermo anche verso il “dichiarante” Lorenzo Cimarosa 54 anni, che nonostante la sua collaborazione con i magistrati e la richiesta di rito abbreviato , becca una condanna 5 anni 4 mesi.

Il reato a Lui ascritto prevedeva fino 10 di anni di reclusione.

Ci aspettavamo questa condanna – afferma Giuseppe Cimarosa, figlio dell’ex imprenditore – in fondo era la richiesta del PM e poi le sentenze non si commentano. Sentiamo molto il senso delle scelte processuali fatte da mio padre. Un importante cambiamento di rotta che rispettiamo molto.

Giuseppe Cimarosa nei prossimo giorni darà precisi particolari sulla vicenda che riguarda la sua famiglia e la vicinanza con i parenti Messina Denaro. Una scelta fatta già tempo fa. Una scelta quella condivisa con il fratello Michele che si lega ad un percorso di legalità, contro la mafia e l’illegalità in genere.

Questa posizione dei figli di Cimarosa assume un particolare significato visto anche lo stretto filo di parentela con la famiglia del boss Messina Denaro. Cimarosa, cugino del latitante, non ha avuto concessa la speciale attenuante prevista per i pentiti che contribuiscono in modo rilevante alle indagini, ma soltanto quelle generiche.

Avrebbe dichiarato: “Non sono un pentito, non mi sento mafioso ma voglio parlare perché sono esasperato, e non solo io, dai continui arresti, dalle perquisizioni a causa di Matteo Messina Denaro”. Infatti Cimarosa, si definisce “vittima” del sistema e ascrive il suo coinvolgimento al bisogno di stare al gioco del clan per poter fare lavorare la sua azienda. Cimarosa parla anche per rispetto ai suoi familiari che di fatto, non avrebbero mai condiviso la vicinanza con i parenti del boss.

Ai magistrati che lo hanno ascoltato, Cimarosa ha spiegato che il proprio ruolo all’interno dell’organizzazione, negli ultimi due anni, sarebbe stato quello di provvedere al mantenimento di Matteo Messina Denaro e dei suoi familiari più stretti. Solo negli ultimi mesi di libertà avrebbe versato l’ingente somma di 60 mila euro a favore di Messina Denaro , di cui 8 mila soltanto nel mese di dicembre.E tutto questo doveva pagarlo con la sua azienda che operava nel settore edilizio .

Cimarosa , in dibattimento, ha anche parlato dei rapporti con il fratello della moglie, Giovanni Filardo e del ruolo d quest’ ultimo, nell’organizzazione e nnella spartizione dei lavori nel territorio. Filardo, era finito in carcere per la stessa operazione Eden e poi rimesso in libertà.

Altra condanna pesante arriva anche per l’ex imprenditore caseario, Mario Messina Denaro. Il Gup lo ha condannato a 4 anni e 2 mesi, nonostante il rito abbreviato.Mario, cugino del latitante Matteo Messina Denaro, è stato coinvolto nell’inchiesta per aver tentato un’estorsione nei confronti di Elena Ferraro, presidente della Hermes srl di Castelvetrano, azienda sanitaria che ha sede nel quartiere Badia-Belvedere”.

Elena Ferraro, con molto coraggio, denunciò il suo estorsore alle forze dell’Ordine, diventando un “esempio “ per l’intero territorio.Il processo Eden continua con la parte staccata al tribunale di Marsala. Alla sbarra ci sono i castelvetranesi, Patrizia Messina Denaro , Antonino Lo Sciuto e il nipote del boss, Francesco Guttadauro. tutti e tre gli imputati hanno scelto di farsi giudicare con il rito ordinario.