Il rito dell’Aurora è una delle più importanti feste dell’intero periodo pasquale trapanese. Giunti ai momenti più profondi dell’atmosfera di festa.

Il festeggiamento dell’Aurora venne introdotta in Castelvetrano dai pp. Carmelitani Scalzi di Santa Teresa verso il 1660, anno in cui i padri di Santa Teresa vennero a Trapani.


Video realizzato da Nino Centonze

Anticamente il rito dell’Aurora aveva luogo il giorno di Pasqua alle prime luci del mattino, e da ciò la celebrazione prese il nome di “Aurora”. In tale orario si volevano far coincidere: il momento della festa e l’ora in cui, secondo gli evangeli, le pie donne, la mattina della domenica, si recavano al sepolcro per pulire e sistemare il corpo malridotto del Cristo, scoprendone la resurrezione.
La tradizionale festa comincia già dal Sabato Santo, giorno in cui, le campane di tutte le chiese suonano a festa e i fedeli si inginocchiano per baciare la terra in ringraziamento del Creatore che l’ha preservata fino a quel momento.

La mattina della Domenica, al centro della piazza del Duomo, si festeggia l’incontro tra Cristo Risorto e l’Angelo con la Madonna. La statua del Cristo, vestita di bianco con la bandiera rossa, è in contrasto con il mantello nero della Madonna che rappresenta il dolore della madre che ha perso il figlio.

Vengono portate in processione, dalla chiesa di Santa Caterina fino a sotto il cavalcavia della Cattedrale, le statue del Cristo e dell’Angelo dalla confraternita dei falegnami e dei bottai, e della Madonna dalla compagnia degli agricoltori.
L’incontro, carico di straziante commozione da parte dei fedeli che assistono, avviene nella Piazza Duomo davanti la chiesa del Purgatorio e una volta ogni sette anni in via Ruggero Settimo, per far si che potessero assistere anche le monache del Monastero della SS. Annunziata.

Giunti di corsa nel mezzo della piazza, il Cristo e la Madonna fanno tre inchini in mezzo ai fedeli. Maria, ricevuta la visita dell’Angelo che le annunzia la Resurrezione e che per tre volte fa la spola tra la Madonna e Gesù, dopo il terzo annuncio, viene portata dal Cristo per l’incontro.
Portati a breve distanza tra loro, la Statua della Madonna, abbracciato il figlio, perde il suo mantello nero per vestirsi di bianco ed essere incoronata d’argento, mentre tutto intorno suonano le campane e scoppiano centinaia di mortaretti.
Successivamente le statue vengono riportate alle loro chiese, mentre i parroci procedono alla benedizione delle case in segno di “purificazione della famiglia”.

L’Aurora non è soltanto una festa tradizionele della Sicilia, ma anche della Calabria, dove prende il nome di “Affrontata”.
Oggi la processione e l’incontro tra le statue non avviene più al primo nascere del sole, momento in cui avvenne il Prodigio Divino, ma alle otto del mattino.
Non si assiste più allo scampanio delle campane in festa che annunciano la Domenica Santa, ma la rappresentazione ha il via con uno squillo di tromba.