Si è svolto negli scorsi giorni a Corleone, presso lo Studio tecnico del Dottore Forestale Giovanni Leone e la Dottoressa Sirica Emanuela, il primo incontro tra produttori e ricercatori dell’Università degli Studi di Palermo in merito la coltura dello zafferano.

Tra i presenti, anche il Dottore Forestale castelvetranese Filippo Cirabisi sia come supporto tecnico che operativo per la realizzazione di un piccolo impianto sperimentale di zafferano a Castelvetrano. La coltura dello Zafferano (Crocus sativus) è un arte antica coltivato principalmente in Asia minore e in alcune aree del Bacino del Mediterraneo.

Il campo sperimentale realizzato a Castelvetrano ha visto la messa a dimora di circa 300 bulbi; il fiore viene raccolto alle prime luci del mattino prima che il sole li apre, poi avviene la sfioritura che consiste nell’apertura del fiore con l’asportazione degli stimmi, per ultimo la tostatura.

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L’incontro tecnico svolto a Corleone ha dato la possibilità di mettere a confronto le proprie tecniche ed osservazioni durante tutta la fase del ciclo produttivo dello zafferano. Anche i petali potranno essere utilizzato infatti quest’ultimi sono stati tostati e consegnati ai ricercatori di Palermo con l’intento di estrarre delle essenze.

In un Periodo di crisi del comparto agricolo – ci dice Cirabisi – scopriamo che è importante fare ricerca verso nuove soluzioni che possano dare respiro sia economico che di soddisfazioni alle aziende e trovo che la cooperazione sia l’unica strada da intraprendere per ottenere risultati concreti.

Il nuovo piano d’investimenti per l’agricoltura PSR 2014 -2020 rappresenta una scommessa per tutte le aziende agricole e per tutti i giovani che vedono nell’agricoltura una prospettiva di lavoro ma anche un avvicinarsi alla natura e alle sue regole.

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