A distanza di cinque anni il Giro d’Italia riappare in Sicilia. La conferma del gradito ritorno nell’isola è giunta sabato scorso in occasione della presentazione della 91° edizione della corsa rosa avvenuta a Milano presso il Teatro degli Arcimboldi.

Il Giro infatti prenderà vita a Palermo il 10 maggio con una cronomentro a squadre di 28,5km. La seconda tappa si correrà invece da Cefalù ad Agrigento, mentre la terza partirà da Catania ed attraverserà la provincia messinese con l’arrivo fissato a Milazzo. Quella del 12 maggio, che interesserà direttamente gli appassionati di ciclismo della provincia peloritana, sarà una tappa riservata ai velocisti, in quanto prevede soltanto 30 chilometri di salita sul totale di 208 da percorrere.

Un pò di storia..

La prima edizione della corsa a tappe italiana risale al 1909: partita il 13 maggio da Milano, si concluse ancora a Milano dopo 8 tappe per complessivi 2448 chilometri, con la vittoria di Luigi Ganna.

A partire dal 1909 si svolge ogni anno, ad eccezione del periodo della prima e della seconda guerra mondiale, nel mese di maggio, per tre settimane, su un percorso di volta in volta diverso attraverso le strade italiane e talvolta anche dei paesi vicini. La corsa si sviluppa sia su tappe pianeggianti, favorevoli agli sprinter, sia su tappe più dure, favorevoli a gruppi di fuggitivi, che su durissime tappe di montagna che insieme alle tappe a cronometro decidono la corsa.

Nell’organizzazione del Giro, La Gazzetta dello Sport anticipò di poco il Corriere della Sera che stava per lanciare l’iniziativa.

Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport; il miglior scalatore indossa una maglia verde, mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia ciclamino, oltre a queste casacche nel corso degli anni è stata messa in palio una quarta casacca che di volta in volta ha contraddistinto l’ultimo in classifica (maglia nera), il miglior giovane (maglia bianca), oppure, come è accaduto negli ultimi anni la maglia azzurra, la cosidetta maglia dell’intergiro, traguardo volante posto di solito a metà tappa, (espediente con il quale gli organizzatori hanno pensato di rendere più movimentata la corsa dalle prime battute), dal 2007 è tornata la maglia per il miglior giovane considerata da ciclisti ed addetti ai lavori molto significativa.

Il record di vittorie è condiviso da 3 ciclisti, ognuno con 5 vittorie, gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953 e il belga Eddy Merckx che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista toscano Mario Cipollini, che nell’edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni ’30 apparteneva ad Alfredo Binda; a quest’ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929. L’erede di Mario Cipollini sembra essere Alessandro Petacchi un ragazzo giovane che dal 2003 fino ad ora ha vinto gia’ 24 tappe al giro d’Italia.