È morto il professor Gianni Lapis, l’avvocato che negli anni ’80 e’90 fondò la società del gas che portò il metano in moltissimi comuni siciliani e che più recentemente fu venduta agli spagnoli della “Gas Natural” per oltre 120 milioni di euro dal gruppo Lapis-Eredi Brancato.

Lapis fu sindaco nel collegio della “Sicilcassa Spa” quando, agli inizi degli anni 90, l’istituto bancario siciliano fu commissariato dalla Banca d’Italia iniziando il suo drammatico declino e lo smembramento dei pezzi migliori donati al Banco di Sicilia e con la sua definitiva scomparsa e una perdita di migliaia di miliardi di lire. Un lungo e complesso processo celebratosi innanzi l’Autorità giudiziaria palermitana determinò la condanna dei vecchi vertici della banca a distanza di quasi vent’anni dal fallimento della Sicilcassa. Lapis fu alla fine incarcerato e detenuto a Rebibbia, nonostante l’età avanzata e le non ottimali condizioni di salute.

Riccardo Lo Verso – Franco Messina – Gianni Lapis

A dicembre 2019 riuscì a ritornare nella sua casa di Palermo, ma venne colpito da embolia e ricoverato al reparto di terapia intensiva cardiologica di Villa Sofia, dove è deceduto dopo un lungo ricovero. È stato anche docente di diritto tributario alla facoltà di Economia e Commercio dell’Ateneo palermitano.

«Era una persona di una intelligenza e preparazione non comune, di cui ho potuto apprezzare la sensibilità e l’umanità durante parecchi anni di cui mi sono occupato della sua difesa penale, divenendone anche amico», lo ricorda l’avvocato Franco Messina.

«Mi spiace molto per la sua scomparsa al culmine del suo lungo ricovero di febbraio e marzo che ho seguito con frequentissimi messaggi Whatsapp che ho direttamente mantenuto con lui – ricorda ancora l’avvocato Messina – ho sempre pensato che le vicende giudiziarie che lo hanno investito, compreso il sequestro dei cospicui beni da parte del Tribunale di Prevenzione, allora presieduto dall’ex magistrato Silvana Saguto, hanno determinato per lui un prezzo troppo alto pagando anche colpe non solo sue. Dopo oltre dieci anni di attività professionale in sua difesa, rimane l’amarezza della scomparsa dell’uomo e dell’amico».