Nato a seguito del family day del 2016 e fondato da Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, da Gianfranco Amato, presidente dei “Giuristi per la vita” e da Nicola Di Matteo, il Popolo della Famiglia si presenta alle politiche del 4 marzo per dare voce alle istanze di quanti fortemente credono che vita, famiglia e libertà educativa siano valori fondamentali da difendere e sostenere, e che non si vedono rappresentati da una classe politica che negli ultimi decenni ha fortemente minato questi valori.
Cuore del programma politico del PdF è proprio la famiglia, da tutelare, secondo il dettato costituzionale, come “società naturale fondata sul matrimonio” tra un uomo e una donna.
Famiglia da considerare come principale titolare del diritto/dovere di educare i figli opponendosi, se necessario, a indottrinamenti realizzati dal sistema politico attraverso la scuola, non ultimo quello conosciuto come “ideologia gender”.
Ma anche famiglia da sostenere, attraverso una politica fiscale che tenga conto del numero dei suoi componenti, e con aiuti concreti alle donne che vogliano dedicarsi alla cura dei figli.

Il valore della vita è giornalmente messo in discussione dalla piaga dell’aborto. Anziani e sofferenti sono mortificati dalla “cultura dello scarto” che li vede come un peso. Il Popolo della Famiglia denuncia fortemente ogni forma di oppressione della vita, da quella che nasce a quella che si spegne, opponendo la “cultura della vita” e la tutela del più debole.

Nei suoi 26 punti di orientamento, il programma del PdF spazia su varie tematiche che attengono a bisogni sociali ed economici di cui il neo partito si fa carico, considerandoli prioritari per la dignità della persona umana. Tra essi:
la tutela dell’ambiente naturale, fortemente degradato a causa di scelte economiche, non sostenibili, basate sulla cultura dello spreco.
La tutela della media e piccola impresa e dell’impresa familiare, oggi stritolate da un’imposizione fiscale eccessivamente gravosa.
La denuncia della “cultura jackpot” che, proponendo giochi d’azzardo, casinò e scommesse, produce un grave danno sociale. La dipendenza dal gioco d’azzardo, determina una grave forma di schiavitù personale e un impoverimento per la società in generale; tutto ciò è inaccettabile, soprattutto perché la “cultura jackpot è “commissionata” dallo Stato.
La tutela della sicurezza personale sempre più minacciata dalla mancanza di programmi di prevenzione che diano vita a un sistema legale severo a carico dei fautori e dei responsabili di pedofilia, violenza sessuale, diffusione delle droghe, promotori del loro uso e della “cultura dello sballo”, teppismo, degrado di città e beni culturali.
I valori che il Popolo della famiglia ha abbracciato, facendone punti nodali del programma proposto per le elezioni ormai prossime, si ispirano alla dottrina sociale della Chiesa. Essi sono, però, valori trasversali e non negoziabili, che trascendono dall’ispirazione religiosa o dal colore politico e si aprono a tutti i cittadini che credono nella dignità della persona umana. Ecco perché il PdF si presenta come l’alternativa, né di destra – né di sinistra, fondata su valori trasversali e sulla centralità della persona.
Il Popolo della Famiglia sarà presente anche nei collegi uninominali e plurinominali della Regione Sicilia e del nostro territorio, e sarà pronto a sostenere le istanze di chi vorrà accogliere la sfida del cambiamento all’insegna di questi valori.

Tra i candidati del Popolo della Famiglia le castelvetranesi Elena Di Pietra e Rosetta Saladino. Inoltre sarà candidato al Senato, nel Collegio plurinominale 1, di cui fa parte Castelvetrano, il coordinatore nazionale del PdF Nicola Di Matteo.

Per info:
popolodellafamigliamazara@gmail.com
www.ilpopolodellafamiglia.it

Staff del POPOLO DELLA FAMIGLIA – Castelvetrano