Da gennaio l’esperienza dell’Expo2015 di Milano si tradurrà, in stile territoriale, presso il Parco archeologico “Vincenzo Tusa” di Selinunte. Ad annunciarlo è stato il presidente del Comitato “Expo Selinunte/Valle del Belice” Paolo Calcara, durante la conferenza di presentazione dell’iniziativa presso la piazzetta Sicilia alla kermesse di Milano.

«Il progetto che sarà avviato da gennaio è quello di creare un’esposizione permanente, sullo stile di “Expo 2015”, delle pietanze tipiche dei territori che aderiscono al Comitato – ha detto Calcara – creando proprio nell’area hall del Parco una “piazza” enogastronomica che racconti i nostri territori e le nostre eccellenze attraverso il cibo, sia per i turisti stranieri che i visitatori del Parco. Ognuno degli undici comuni avrà un proprio sito espositivo, sullo stile delle piazzette di Expo Milano, dove far conoscere e degustare i prodotti tipici».

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Il Comitato mette insieme undici comuni del Trapanese (Castelvetrano, Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Partanna, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale) e dell’Agrigentino (Sambuca, Santa Margherita di Belice, Montevago, Menfi) insieme al Parco archeologico di Selinunte-Cave di Cusa “Vincenzo Tusa”.

IL CIBO, COSÌ SI RACCONTA IL TERRITORIO

È il cibo è l’elemento chiave di Expo (“Nutrire il pianeta” è il titolo dell’evento che si concluderà a fine ottobre a Milano). Per tre giorni il Comitato “Expo Selinunte/Valle del Belice” ha presentato le “eccellenze” della terra e della cucina, alternando degustazioni presso piazzetta Sicilia (con l’animazione del gruppo “Belice Folk” e la proiezione dei video-racconti), a pochi passi dall’albero della vita, e presso il cluster bio-mediterraneo, dove ieri sera si è tenuta una degustazione alla quale sono state invitate alcune delegazioni straniere.

Ad apprezzare olio extra vergine d’oliva del comprensorio Campobello-Castelvetrano, olive, paté, i vini del comprensorio agrigentino (Sambuca, Menfi, Montevago) e il melone giallo di Gibellina, sono state, tra le altre, le delegazioni del Ghana, Russia, Usa e Lituania. «Attraverso il cibo che nasce nei nostri territori raccontiamo la nostra storia – ha detto Giuseppe Oddo, assessore di Sambuca di Sicilia – chi ha gustato, ad esempio, la minna di virgini, il dolce tipico di Sambuca, ha chiesto l’origine del nome ma si è pure incuriosito di conoscere Sambuca, paese di origine arabe, uno dei borghi più belli d’Italia, con un quartiere saraceno restauro da qualche anno, dove spicca la chiesa madre».

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SULLE VIE DEL MELONE GIALLO PER CONOSCERE BURRI

Tagliato a tocchetti, “condito” con limone e mentuccia. Così è stato presentato ai visitatori di “Expo 2015” il melone giallo di Gibellina, un altro tipico prodotto del territorio di “Expo Selinunte/Valle del Belice”. Dolce, gustoso, frutto della terra generosa, il melone giallo è poco conosciuto rispetto agli altri frutti di stagione. «È pure chiamato il melone bianco – ha spiegato ai visitatori Giuseppe Zummo, assessore comunale a Gibellina – e bianco è anche il Cretto di Burri che per tutti noi cittadini di Gibellina è memoria e conservazione del dolore di una ferita lunga 47 anni dal sisma del Belice.

Valorizzare le “eccellenze”, riscoprirle (come la pignulata, dolce antico di Gibellina) è il leitmotiv per condurre con mano il turista alla conoscenza dei nostri paesi, dei nostri paesaggi».

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Max Firreri – Margherita Gigliotta
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