“Fimmini di casa, cu un nomu chiù grossu d’iddi”. Accumencia accussì stu cuntu…capoverso di un altro sguardo che si poggia su questa terra e sui suoi ricordi.

Donne siciliane, donne di casa, figlie di una storia e di una cultura sacra. Figlie grate a “nomi zoppi”, portati in cuore e sul viso, onorando un rispetto vero, onorando una famiglia.

“Ma cu, Donna ‘Nzula, la figghia di Donna Castenzia?”; dove quella parola “donna” diventa il contrappasso più bello, il bastone di quel nome storpio, azzoppato dalla nostra storia, picchì ccà si usa accussì. E, accompagnato da quella parola, fimmina puru idda, quel nome torna di nuovo a camminare.

Donna ‘Nzula, donna di stu cuntu e di stu dolci cu li mennuli; figghia di Donna Castenzia, figghia di sta nostra usanza.

E quante figlie, terra mia, quante donne hai partorito, chiamandole “cu lu nomu di to matri”.

Ricetta “Pezzi duri”

Ingredienti:
500 g di mandorle pelate;
400 g di zucchero;
300 g di farina 00;
3 uova intere;
scorzetta di limone.

Procedimento:
Montare le uova con lo zucchero. Aggiungere la farina, le mandorle e la scorzetta di limone. Amalgamare tutti gli ingredienti. Con un cucchiaio da tavola, prelevare delle porzioni di impasto e disporle su una teglia rivestita con carta da forno.
Cuocere in forno a 180°, per circa venti minuti, fino a che non saranno dorati.

Dolcetti dal nome forte, contrastati però da un sapore dolce e profumato, quasi tradizionale: quello delle mandorle e del limone, entrambi frutti preziosi della nostra terra.
Caratterizzati da una consistenza croccante (sembrano quasi dei biscotti), i pezzi duri sono ottimi per accompagnare tè o caffè.