Lo scorso mercoledì, nell’Aula magna del Liceo scientifico “M. Cipolla” di Castelvetrano, Don Ciotti ha incontrato i ragazzi delle scuole superiori del territorio; questa è una delle tappe che lo porterà, insieme all’associazione Libera, il 21 Marzo, a Palermo per la venticinquesima giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Protagonisti della mattinata, una rappresentanza di studenti dei Licei castelvetranesi, dell’Istituto tecnico commerciale e dell’Istituto alberghiero che si sono impegnati nella realizzazione di varie performances musicali, artistiche e teatrali, focalizzando la loro attenzione sul tema delle mafie e dell’educazione alla legalità.
Titolo dell’evento: “I giovani raccontano la legalità, per dire no alla mafia”.

La manifestazione si è aperta con la proiezione di un video realizzato da alcuni ragazzi delle classi quinte del Liceo scientifico: “Mafia delenda est”, in cui è stato sottolineato, attraversi immagini anche crude, la cultura mafiosa e la necessità di promuovere la cultura alla legalità.

Le performances dei ragazzi sono continuate con la canzone: “I cento passi”, titolo ripreso dall’omonimo film su Peppino Impastato; a seguire, il flash mob, “Il silenzio è dolo”, contro l’omertà e la corruzione dei colletti bianchi. È stato, inoltre, letto e interpretato, da una ragazza del Liceo classico, un brano tratto da un monologo di Pif, sulla speranza generata da coloro che si sono opposti alla mafia.

Per finire il Liceo delle scienze umane ha rappresentato un dialogo post mortem tra Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, una riduzione tratta dal lavoro teatrale della giudice Alessandra Camassa che ha, suggestivamente, ricordato la stretta collaborazione ed amicizia tra i due magistrati.

Un lungo applauso ha mostrato il consenso della platea e ha accolto l’intervento dell’ospite d’onore.
La forte personalità, l’impeto dettato dal credo di un costante cambiamento, infiammavano le parole di Don Ciotti, uomo di provata esperienza che ha incitato i giovani a credere in un futuro migliore, possibile, ad essere “positivamente” testardi perché le mete possono essere raggiunte meglio non da soli, ma con l’aiuto degli altri. Ha ricordato la sua infanzia, l’ingiustizia subita da bambino povero, il suo incontro con un medico barbone e il suo inizio da una panchina vuota ed un bar “troppo” pieno, la sua vita dedicata ai poveri, ai drogati, ai diseredati. Ha parlato di Papa Francesco, della loro amicizia, del suo intervento e sostegno alle vittime della mafia dimenticate, dell’incontro con i criminali del Pagliarelli e della sua preghiera affinchè parlino, ha ricordato Rita Atria, il Giudice Rosario Livatino, l’agente Antonio Montinaro, pugliese della scorta di Falcone.

Ha sottolineato il valore delle donne, madri, figlie che hanno saputo dire basta, che hanno rotto il muro di omertà. Ha raccomandato di non dimenticare i passi avanti che si sono fatti e di cogliere sempre la positività, che la rivoluzione oltre che politica deve necessariamente essere culturale, per questo i giovani devono studiare, informarsi, non tacere, non restare inerti ed indifferenti, non rassegnarsi, ma credere in un ideale e perseguirlo. Ha precisato che la “mafiosità” è un distinto modo di sentire e di vedere e che a volte confonde i confini tra la mafia e la politica.

Ha lasciato l’assemblea con tre comandamenti: Continuità, Condivisione, corresponsabilità. Tre ingredienti indispensabili perché gli uomini di domani, presenti nell’Aula magna, possano continuare il lavoro di chi, prima di loro, si è impegnato e lo possano fare contando sempre nella collaborazione delle persone oneste, e che insieme possano dividere e condividere le responsabilità. “Alla fine non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili.”

Quando il lungo intervento di Don Ciotti ha avuto fine, la Dirigente, Gaetana Barresi, ha ribadito che la cultura rende liberi ed ha invitato il Sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano, a prendere la parola, quest’ultimo ha ringraziato Don Ciotti e l’associazione Libera per l’impegno nella lotta contro la mafia, ed ha voluto sottolineare come l’amministrazione sta agendo in nome della legalità e della riabilitazione di una cittadina che a fatica si fa strada a testa alta tra le varie vicissitudini che la rendono tristemente nota. Infine la Dirigente ha invitato il Questore di Trapani Dott. Salvatore La Rosa il quale ha parlato dei progressi che si sono fatti e dei pericoli di una mafia che non uccide più con i metodi tradizionali e che bisogna tener alta l’attenzione sul pericolo più ingente: la società mafiogena, che genera ,cioè, mentalità mafiosa, è per questo che ha invitato i giovani a non farsi trasportare ed allettare, ma a fare buon uso dell’intelligenza e della cultura.
“Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare?”

G. Zappalà