E’ prevista per domenica 10 settembre la prima partita di Antony Angileri come titolare della squadra Under17 della Juventus di mister Francesco Pedone. L’emozione da parte di tutti coloro che hanno seguito il giovane calciatore di Castelvetrano, è davvero tanta e il tifo è tutto per lui.

Il giovane è considerato da tutti un vero e proprio talento, da tempo nel giro della nazionale dove ha anche indossato la fascia da capitano con l’Italia Under 16 di Daniele Zoratto. Molti lo hanno paragonato a Bonucci per il suo stile, un centrale difensivo di qualità.

Antony Angileri – 2011 e 2017

Lo staff di CastelvetranoSelinunte.it è riuscito a parlare con il giovane Antony. Gli è stato chiesto cosa provasse ad indossare per la prima volta la maglia bianco nera e cosa gli mancherà della sua Isola visto che adesso a fatica riuscirà a ritornare.

No vedo l’ ora di giocare la mia prima partita con la maglia bianconera. Sarà una grandissima emozione, spero di fare bene e di aiutare la squadra a raggiungere la vittoria.

Trovandomi a Torino per gli allenamenti, sarà difficile tornare a casa durante i prossimi mesi. Mi manca molto casa e la mia famiglia ma devo resistere e fare sacrifici perché solo così posso raggiungere i miei sogni.

Molto timido e riservato Antony in poche parole è riuscito a trasmettere un amore incondizionato per la propria passione e la dimostrazione nonostante la sua giovane età, della consapevolezza di iniziare a dover sacrificare tanto.

Abbiamo poi incontrato Nicola Pizzitola che assieme al fratello Stefano, aveva seguito  i primi anni di Antony Angileri.

Aveva 5 anni quando è venuto per la prima volta nella nostra scuola calcio Castelvetrano e fino ai 12 anni è stato sempre con noi. Quando con mio fratello vedevamo allenare Antony notavamo che aveva qualcosa in più rispetto ai bambini della sua età, non solo tecnicamente ma anche caratterialmente.

Un bambino sempre educato, attento, con grande voglia di imparare, doti che si è sempre portato dietro fino ai 12 anni. Un giorno durante un torneo che noi organizzavamo sempre a Castelvetrano al Paolo Marino, arrivammo in finale contro il Palermo, due osservatori presenti in tribuna che lavoravano per la Juventus dissero a me e mio fratello, che quel ragazzino prometteva davvero bene e che si sarebbero fatti risentire, Antony aveva 10 anni. Il destino ha voluto che proprio ora gioca con la Juventus.

Le offerte che ci arrivarono furono davvero tante ma aspettavamo sempre di valutare la migliore. Ad un certo punto avevamo deciso di dare Antony al Catania che in quei anni aveva fatto il miglior centro sportivo in Italia e stava diventando uno dei migliori settori giovanili. Nel frattempo però il Palermo premeva per averlo con loro, e a convincerci furono il signor Calagna con il signor Baccin responsabile settore giovanile del Palermo, le loro rassicurazioni ci facevano ben sperare,  avrebbe fatto giovanissimi nazionali subito giocando lui 1 anno sotto età.

Alla fine fu la scelta giusta, Antony diventò il capitano del Palermo e poi della nazionale e ora eccolo alla Juventus

Il carattere di Antony è stato determinante – aggiunge Pizzitola – Lui è sempre stato un bambino più maturo rispetto alla sua età. È un ragazzo che si fa ben volere da tutti,e non è mai stato iroso o rissoso.

Io e mio fratello gli auguriamo di diventare un grande del calcio italiano, lui è un predestinato noi lo abbiamo sempre detto. Quando sentiamo parlare di lui ci vengono i brividi per la felicità. Quello che raccomandiamo di tenere sempre i piedi per terra e continuare così. E’ un punto d’inizio, il difficile comincia ora. Ma lui è un grande arriverà a coronare il suo è il nostro sogno