Nel corso dell’appuntamento annuale della Rotta dei Fenici – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa e Core Working Group della UNWTO – Organizzazione Mondiale del Turismo, il Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici, tenutosi in “remoto” (online) per esigenze covid19, il 12 novembre, Elena Tanou, da Cipro, è stata designata all’unanimità quale Presidente per il prossimo biennio 2021-2022. L’incontro internazionale, che ha visto la partecipazione di esperti oltre che da quasi tutti i Paesi del Mediterraneo anche dalle Americhe, nonché dei rappresentanti dei territori e dei 104 enti associati alla Rotta dei Fenici (21 soltanto quest’anno), ha anche confermato l’Action Plan 2020-2030.  Ma soprattutto è stata una occasione di riflessione e di promozione di  nuove strategie per il turismo culturale dei Paesi euro-Mediterranei.

Sebbene siano più conosciuti itinerari come il Cammino di Santiago, La Rotta dei Fenici è una realtà che da circa 18 anni opera in 11 Paesi euromediterranei, tra cui Libano, Cipro, Palestina, Grecia, Albania, Croazia, Italia, Malta, Tunisia, Francia, Spagna.

Da diversi anni il Network che gestisce le sue attività, ente riconosciuto dal Consiglio d’Europa, è impegnato nello sviluppo di nuove forme di valorizzazione culturale seguendo il modello delle Smart Ways, percorsi di eccellenza che coinvolgono direttamente le cosiddette “comunità ospitanti” e seguono i principi della Convenzione di Faro (2005), recentemente  ratificata anche dall’Italia. Lungo questi percorsi, che si stanno sviluppando anche grazie a progetti finanziati dalla Unione Europea, si sta creando una rete di Centri di Interpretazione della Rotta, sede di incontro tra i viaggiatori – ospiti e la comunità, gli operatori turistici, culturali e dei settori integrati; ma sono anche sede di attività di incubazione di impresa culturale e creativa per offrire nuove opportunità ai giovani. Questi nuovi modelli di sviluppo turistico, basati anche sulla mobilità dolce, sia in terra, puntando soprattutto sul bike, sia per mare, citiamo per esempio la Smart Way marittima che unisce Galizia e Alto Minho nel Nord del Portogallo, rispondono alle necessità del nuovo turismo post-covid, basato su un flusso di visitatori fatto di gruppi più ristretti, di spazi alternativi alle grandi città, en plein air, di riscoperta della sfera personale e di recupero psicologico, un confronto tra il contesto ospitante e sé stessi, quello che gli Inglesi denominano “retirement al posto della tradizionale “vacanza”.

Dunque un turismo più a misura d’uomo basato su ospitalità per poche persone, che portano i visitatori dentro i luoghi, dentro le case degli abitanti, a contatto con chi vive quei siti nella quotidianità fatta di tradizioni e culture secolari. Non solo viaggi e cultura, ma itinerari che vedano l’uomo al centro della scoperta e riscoperta dei luoghi, con tour che puntino alla valorizzazione totale di un comprensorio e della gente che lo popola seguendo esperienze e creatività.

Dal cuore del Mediterraneo, con i suoi borghi ma anche con le sue località turistiche, l’idea di percorsi che seguono le tracce visibili ed invisibili di un passato importante, tra i sapori e l’artigianato, l’arte e la cultura immateriale. Per questo è stato detto che si passa da un turismo di destinazione ad un turismo di motivazione (dunque turismo responsabile, compatibile, esperienziale, creativo, accessibile, di comunità), e si parla di un nuovo “umanesimo del turismo”.

Tra gli interventi segnaliamo quelli di: Stefano Dominioni, Direttore dell’Istituto Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa che ha evidenziato le molteplici attività della Rotta pur sotto lockdown; Barbara Toce, Vicepresidente del Congresso dei poteri locali e regionali del CoE;

Alessandra Priante, Direttore del Dipartimento Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale del Turismo – (UNWTO) World Tourism Organization, che ha proposto alla Rotta di cooperare per la raccolta dei dati necessari a comprendere l’evoluzione del turismo ai giorni nostri; Rachid Chamoun, Presidente uscente della Rotta dei Fenici; Antonio Barone, Direttore della Rotta dei Fenici, che ha presentato il Report Annuale; gli interventi dei responsabili degli organi e dei network nazionali e trasversali (15 in totale).

Dal Messico e dal Canada rispettivamente sono intervenuti Sergio Rodrìguez, Presidente, e Veronica Gomez, Direttore della ISTO -OITS  America (Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale), per presentare l’accordo di collaborazione sottoscritto con La Rotta dei Fenici “ Dal Mediterraneo alle Americhe”.

Infine Emanuela Panke, Presidente di Iter Vitis – Les chemins de la vigne, ha parlato del nuovo premio promosso in collaborazione tra Iter Vitis e Rotta dei Fenici su “Vino ed Archeologia”.

L’itinerario, infatti, non è solo un prodotto culturale e turistico ma è lo strumento per far incontrare territori, istituzioni e operatori privati, comunità ed università, in nome della grande fratellanza euro-mediterranea e del desiderio di pace e dialogo tra i popoli, seguendo le tracce invisibili delle Antiche Civiltà Mediterranee, le loro rotte commerciali, le basi della nostra civiltà contemporanea.

 Antonio Barone, Direttore della Rotta dei Fenici:

“Per definire cosa sia un Itinerario Culturale, possiamo dire in estrema sintesi che si tratta di luoghi e di persone. Luoghi che hanno una storia comune, un passato da raccontare. Ma anche persone che vivono in quei luoghi che possono a loro volta raccontare le loro storie integrate con quei luoghi. Diventa così il racconto di una storia ma anche di tante storie che hanno legami col passato, col presente e con il futuro che si intende creare perché coloro i quali vogliono sentire belle storie possano farlo, capire cosa vuol dire vivere oggi in quei luoghi e sentirsi parte di ciò. Dunque è come l’ordito di un immenso arazzo fatto di tante persone e di tanti luoghi che si intrecciano fino a lasciare nel visitatore il senso dell’opera finita, fino a renderlo parte di questa, fino a sentirla magicamente propria. Il network internazionale serve a organizzare tutto ciò. Ma serve anche a certificare le destinazioni ed i percorsi che le uniscono, seguendo le linee guida concordate tra tutti i partecipanti al Network, al fine di riconsiderare il turismo ed il tempo libero come strumenti di crescita degli individui e delle comunità. Lo scambio culturale tra visitante e visitato, che era la base del turismo delle origini deve riprendere il sopravvento sull’autoreferenzialità del turismo post moderno. Oggi si viaggia per capire ed imparare, dunque viaggi che hanno un senso e che possono darci messaggi su cui riflettere una volta tornati a casa. Viaggi consapevoli.”