Pantelleria da tre giorni in fiamme. Non è stato ancora spento del tutto l’incendio doloso che sta devastando le aree boschive dell’isola di Pantelleria.

Neppure l’intervento di quattro Canadair è bastato a domare le fiamme di un lungo fronte che, dopo avere ridotto Montagna Grande in un paesaggio desolante, ha attaccato i luoghi turistici più rinomati.

C’è il rischio che da Montagna Grande possa precipitare massi a valle. Il primo cittadino ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza: “I danni – dice – sono incalcolabili. Siamo di fronte a un disastro ambientale e idrogeologico causato da un atto criminale senza precedenti”.

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I giovani dell’associazione Agorà hanno inoltre lanciato online una petizione per chiedere un’immediata risposta da parte dello Stato:

Mentre proviamo a scrivervi questo messaggio di speranza – scrivono – la nostra isola al centro del Mediterraneo, Pantelleria, sta ancora bruciando.

Da ormai due giorni un grande incendio sta distruggendo gran parte del nostro territorio e con lei vanno in fumo i nostri sogni, le nostre speranze.

Seicento ettari di verde sono ormai perduti e con loro vediamo venir meno anche il nostro futuro.
In questo incendio tutti abbiamo perso qualcosa. La follia umana ha bussato alle nostre porte. Ci ha fatto male, ci ha ferito, ha ferito noi panteschi, il nostro verde, la nostra casa, il nostro lembo di terra circondato dal mare.

Vivere in una piccola isola del Mediterraneo non è sempre facile. Ogni giorno viviamo tra mille contraddizioni, ma mai avremmo pensato di lasciare la nostra terra, i nostri affetti, la nostra casa. Ma Adesso? Tutto quello che ci teneva legati a questo piccolo scoglio nel mare sta andando letteralmente in fumo.

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