I confini delle zone colpite sono stati definiti: ora c’è, nero su bianco, la mappatura della Valle del Belìce che, dal 1° al 27 maggio scorso, è stata colpita da vento, pioggia e freddo. L’iter per il riconoscimento dello stato di calamità che, di fatto, ha più che dimezzato la produzione di olive per quest’anno, ha fatto un ulteriore passo avanti. Per quegli eventi meteo straordinari che hanno riguardato gli ulivi, nel periodo compreso tra la fioritura e l’allegagione, il Comitato degli agricoltori vuole chiedere il riconoscimento dello stato di calamità.

La richiesta, nata proprio dalla base, è stata supportata da alcuni patronati che stanno seguendo la vicenda. La questione è finita all’attenzione dei consigli comunali di Castelvetrano (a presentare la mozione è stata Enza Viola), Partanna e Santa Ninfa, ed è stata anche seguita dal deputato regionale Stefano Pellegrino e dall’ex onorevole Tony Scilla, oggi nella segreteria dell’Assessore regionale all’agricoltura. La mappatura è stata completata dopo i sopralluoghi dell’Ispettorato dell’agricoltura di Trapani (diretto da Felice Crescente). Per Campobello di Mazara (la questione è stata seguita dall’assessore Valentina Accardo), Castelvetrano e Partanna è l’intero territorio dei tre paesi coinvolti, invece per Mazara del Vallo e Santa Ninfa sono state inserite soltanto alcune zone.

Il danno stimato per le colture agricole è pari al 60%, per la sola coltura olivicola al 34,46%. La relazione è già sul tavolo dell’Assessore regionale all’agricoltura. Ora si aspetta il passaggio in Giunta regionale. Toccherà poi trasmettere il carteggio al Ministero dell’agricoltura per l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità e lo stanziamento, a quel punto, dei fondi per gli agricoltori.