Il Club per l’UNESCO di Castelvetrano Selinunte porta avanti ormai da tempo una serie di iniziative finalizzate all’inserimento di Selinunte tra i patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO; riteniamo che sia chiaro a tutti il ritorno di carattere culturale, turistico, e quindi economico, che tale riconoscimento potrebbe portare al nostro territorio.

    Sia a tal fine, perché vogliano appoggiare tale azione, sia più in generale per la valorizzazione di tutto il nostro patrimonio artistico e culturale, rivolgiamo un appello a tutti i futuri amministratori comunali, che saranno impegnati come Sindaco, Assessori e Consiglieri, affinché vogliano recepire nel loro programma le seguenti “emergenze culturali”, che noi riteniamo essere fondamentali per lo sviluppo economico della città e della stessa convivenza civile.

    Un territorio come il nostro, che potenzialmente può offrire ai turisti e agli uomini di cultura di tutto il mondo così tanto, deve anche sapersi presentare in maniera tale da offrire a tutti un’immagine di alto valore.

– PROPOSTE –

Museo comunale  Occorre rivalutare il nostro Museo, mettendogli a disposizione più ampi locali (ad esempio, utilizzando uno degli edifici sequestrati alla mafia e acquisiti a patrimonio pubblico, come gli ex magazzini Depas o altro), non soltanto interrompendo la pratica della dismissione o del prestito dei reperti, ma anzi incoraggiando l’acquisizione al patrimonio pubblico comunale tramite la donazione di privati, la richiesta di esposizione in deposito di reperti appartenenti alla regione ma non esposti, l’istituzione di mostre, nonché la richiesta a musei pubblici e privati – che detengono reperti selinuntini – di immagini ad alta definizione, per creare una raccolta fotografica del materiale selinuntino dislocato in altre parti del  mondo. Anche i reperti sequestrati dalla Magistratura dovrebbero trovare posto nei locali del nostro Museo (il caso più eclatante è quello delle migliaia di reperti, provenienti in buona parte da Selinunte, giacenti in deposito a Roma).

Archivio storico Occorre ricongiungere i documenti dell’archivio notarile con quello storico comunale, reintegrando il tutto nella Via Garibaldi (locali ex San Giacomo), oppure completando il trasloco presso il centro Basile.

Centro Basile  Occorre definire con chiarezza l’uso di tali locali, attualmente sotto-utilizzati.

Biblioteca Comunale Il trasferimento del Museo in locali più idonei, come sopra suggerito, potrebbe consentire alla Biblioteca di avere a disposizione altri locali per una migliore sistemazione e per l’acquisizione di ulteriore patrimonio librario, anche grazie alle donazioni di privati; in tale ambito, la creazione di una biblioteca di cultura selinuntina sarebbe opera particolarmente idonea per fornire agli studiosi nuovi strumenti di ricerca.

Porta di Mare (Arco di via Garibaldi) Occorre un immediato restauro del monumento, riposizionando al loro posto anche la sfera e le parti di cornicione che in seguito al crollo di alcuni mesi fa dovrebbero trovarsi in locali comunali o dei Vigili del fuoco, prima che altri crolli rendano irrecuperabile uno dei monumenti caratteristici della città.

Chiesa di san Domenico Tale chiesa, di proprietà dello Stato,  di particolare pregio artistico, dovrebbe essere anzitutto un monumento da tutelare, valorizzare e utilizzare a fini culturali, destinandolo – come all’inizio affermato anche dal Vescovo –  a cerimonie religiose soltanto in particolari circostanze, stante la vicinanza della chiesa di san Giovanni, già destinata al culto; dovrebbe inoltre essere sottoposto a manutenzione costante, stante la fragilità degli affreschi, e andrebbero recuperate le cripte.

Parco Archeologico Il Comune, sia con la presenza all’interno del comitato tecnico-scientifico, sia attraverso azioni di pressione a livello politico, deve creare le condizioni per un’attività sinergica col Parco, che non deve essere avulso dal territorio, bensì parte integrante di esso, operando di concerto con le altre istituzioni, pubbliche e private, del territorio stesso.

Vasca selinuntina Nel territorio di Partanna, ma in un lotto di terreno di proprietà del  comune di Castelvetrano, si trova la cosiddetta Vasca Selinuntina, un monumento tramandatoci dall’antichità che,  indipendentemente dal fatto che sia greca o romana, è di rilevante importanza e merita senza dubbio di essere aperto alla fruizione pubblica, consentendo l’accesso all’area in cui si trova, nonché propagandando la sua esistenza al grande pubblico,  vista anche la sua l’unicità.

Trasporti pubblici In un quadro di gestione corretta dei beni culturali, grande importanza assume il trasporto pubblico; il ripristino della linea Castelvetrano-Agrigento – almeno fino a Sciacca – consentirebbe di collegare fra loro i vari centri selinuntini, da Mazara a Sciacca, utilizzando la legge sulle ferrovie turistiche,  ripristinando una linea con caratteristiche naturalistiche importanti (come è già stato fatto in altri luoghi di Sicilia e in particolare nel tratto della stessa linea da Agrigento a Porto Empedocle, al servizio di quel Parco archeologico). Non è sufficiente il programmato ripristino da Marinella al Ponte sul Belìce. Si creerebbe, così,  inoltre un’efficace metropolitana di superficie, creando le fermate vicino l’Istituto Alberghiero, vicino al Vanico, ripristinando Santa Teresa e Latomie e, ovviamente, le suddette Marinella e Belìce. Nella linea per Trapani si dovrebbero istituire anche le fermate Ospedale e Via Campobello, incentivando così l’uso del treno, creando un sistema integrato di trasporti pubblici, che tanto potrebbe fare per il traffico e per lo sviluppo del territorio turistico ed economico. Si dovrebbe premere con gli Enti preposti affinché la fermata di Birgi sia servita da un autobus di collegamento con l’aeroporto per favorire l’arrivo di gruppi di turisti in tutta la zona. Per gli stessi motivi, occorre sollecitare le FS per la riapertura della linea Castelvetrano-Palermo, ripristinando così anche la possibilità di raggiungere l’aeroporto di Punta Raisi col treno.

Recupero del tessuto edilizio storico Occorre, una volta per tutte, trovare una soluzione alle precarie condizioni statiche dei monumenti storici della città, siano essi di proprietà comunale, del FEC (Fondo Edifici per il Culto), della Curia vescovile di Mazara del Vallo e, infine, dei privati. È uno scempio quello delle bellissime chiese castelvetranesi, chiuse al culto per vari motivi, saccheggiate delle suppellettili e delle decorazioni marmoree, versanti in stato di abbandono e obliate per i continui crolli dei tetti. Non è accettabile, inoltre, vedere gli antichi palazzi nobiliari, oggi in potere dei privati, puntellati da contrafforti che generano disgusto agli occhi dei cittadini e dei turisti per le strade della nostra città. A tal proposito i proprietari dei contrafforti poggianti su suolo pubblico quali strade e marciapiedi, dovranno pagare al Comune la tassa di occupazione di suolo pubblico, fino ad oggi mai attuata, per tali opere. Necessita, infine, un dialogo “forte” tra le istituzioni che dovrebbero salvaguardare tali beni, magari attuando, se lo si ritenesse opportuno, nuovi vincoli utili alla salvaguardia coatta di tali preziose testimonianze.

Piano del colore dell’edilizia castelvetranese Bisognerebbe attuare un Piano del colore, utile alla guida per la colorazione per i nuovi fabbricati e per il restauro di quelli storici, che segua indirizzi pressoché uniformi legati alla tradizione del luogo, al fine di evitare, come si può notare su taluni edifici della città, l’uso improprio dei colori più che vivaci, sgargianti, quali il viola, il rosso pompeiano, il celeste e via dicendo. Tale buona pratica servirebbe urgentemente per le borgate marittime della città, Triscina e Marinella di Selinunte, istituendo esclusivamente l’uso del candido bianco per i prospetti e delle colorazioni tra i toni dell’azzurro, del bianco, del verde o del legno al naturale per gli infissi esterni.

Pratiche sanzionatorie per l’incuria e la sporcizia Applicare leggi e regolamenti municipali per il  conferimento dei  rifiuti  per evitare che  le vie cittadine e le ville comunali diventino deposito di una  grande mole di immondizia (volantini pubblicitari, scontrini, gratta e vinci, mozziconi di sigarette, cibi gettati agli animali, sacchetti “volanti” colmi di rifiuti etc.. ), abbandonata per le strade da privati, da ambulanti, da esercenti e altri ancora. Tale pratica andrebbe attualizzata quotidianamente, anche con severe sanzioni per i “perseveranti” al fine di educare i numerosi cittadini che poco si preoccupano del decoro della Città.

Il Presidente del Club UNESCO di Castelvetrano Selinunte

Dr Nicola Miceli