Essepiauto

L’ultima storia vaticana porta a Trapani. A raccontarla è una rogatoria internazionale avanzata dalla Procura diretta da Marcello Viola. Una storia di provincia che, però, potrebbe anche avere avuto un ruolo nelle dimissioni del presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi (in foto).

Ai primi di maggio la rogatoria della Procura trapanese è arrivata in Vaticano. I magistrati hanno avanzato due precise richieste: allo Ior di scoprire i segreti di due conti correnti, alla Congregazione del clero di acquisire documentazione riguardante alcuni religiosi. I conti appartengono – gli investigatori ne sono certi – ad un giovane prete sospeso dalla Congregazione del clero, per una serie di illeciti finanziari nel febbraio scorso: Ninni Treppiedi e un’anziana religiosa, sua prestanome. Già questo rende molto particolare le due posizioni bancarie, solo gli alti prelati infatti possono accedere ai servizi dello Ior.

L’interrogativo è chi e perché ha autorizzato un semplice prete ad aprire un conto in Vaticano. L’indagine aperta lo scorso anno a Trapani vede Treppiedi indagato, insieme ad altre dodici persone, per reati che vanno dal furto alla ricettazione alla frode informatica fino alla diffamazione e alla calunnia. Reati che fanno da sfondo a un scontro durissimo che ha coinvolto la Chiesa trapanese ed è culminato, due settimane fa, nella rimozione del vescovo Francesco Micciché. Scontro che ha coinvolto le gerarchie, visto che a rimuovere il vescovo è stata direttamente la Santa Sede (nel silenzio della Cei) dopo una lunga e riservata inchiesta interna.

La rogatoria potrebbe appurare se quelle ingenti somme di denaro, che – secondo l’accusa – Treppiedi avrebbe distratto, siano finite al riparo della riservatezza dello Ior. E qui le vicende vaticane rischiano di incrociare quelle siciliane. Fonti vaticane infatti riferiscono che la rogatoria della Procura avrebbe accelerato la decisione della rimozione di Micciché a cui viene imputata una «eccessiva» collaborazione alle indagini.

Dallo Ior nessuna notizia trapela circa questa indiscrezione, come non c’è conferma ai rumors secondo i quali Gotti Tedeschi era in procinto di soddisfare la richiesta di rogatoria fatta dai magistrati. Ma è certo che quell’atto è finito sul suo tavolo pochi giorni prima del suo licenziamento dalla banca Vaticana. Così come è certo che lo stesso banchiere abbia indicato il motivo della sua decisione nell’aver difeso il percorso di trasparenza intrapreso dallo Ior nel tentativo di entrare nella white list dei Paesi virtuosi: «Pago la difesa della legge antiriciclaggio».

«Sono certo – dichiara a l’Unità il procuratore Marcello Viola – che la funzione doverosa assunta da monsignor Micciché nel corso della nostra indagine non possa essere giudicata come una colpa». Sulla richiesta di rogatoria, Viola si dice «ottimista» visto anche lo spirito di collaborazione che negli ultimi tempi ha visto l’Italia e il Vaticano convergere su posizioni più avanzate.

Nella rogatoria inviata in Vaticano c’è tutto l’affaire trapanese

Il racconto di un piano di sottrazione di beni della Chiesa – con le relative personali responsabilità in capo ai 13 indagati – che si muove in contemporanea con una macchina del fango ispirata da Treppiedi. Una fabbrica del falso, per la quale sono indagati due cronisti, che nel giro di pochi mesi ha propalato – racconta l’indagine – a carico di Micciché un inesistente buco di bilancio nelle fondazioni della curia da lui amministrate, una lettera, falsa, al faccendiere Luigi Bisignani, un’inesistente parentela con il mafioso Giovanni Brusca e un conto milionario all’estero.

C’è qualcuno che in Vaticano non desidera che quei conti vengano messi a disposizione della magistratura? Un interrogativo legittimo perché all’individuazione dei conti targati Ior la Procura è giunta nel corso di alcune perquisizioni, svolte anche in un edificio di pertinenza di un monastero: un atto d’indagine svolto alla presenza del vescovo Micciché che per questo è stato severamente redarguito dal Vaticano.

L’attivismo di Treppiedi è molto noto nella Sicilia occidentale. Non solo nel centrodestra locale: l’interesse per operazioni immobiliari nel trapanese gli è costata l’iscrizione nel registro degli indagati e la sospensione a divinis. Il giovane religioso millantava anche una cattedra alla Lumsa e sulla stampa locale si è scagliato contro trasmissioni tv (come Anno Zero) colpevoli di dare un’immagine negativa della città.

Nicola Biondo
per L’Unità