Dopo la partecipazione ai pricipali festival del documentario europei e i riconoscimenti al “Torino Film Festival”, al “Soleluna Festival” di Palermo, alla rassegna “l’Italia vista da Milano” sbarca a Gibellina il documentario che ha coinvolto quasi mille cittadini del Belice nello storico “Scatto sul Cretto”.

15 Gennaio 1968: Terremoto del Belice. Gibellina, un piccolo centro rurale di 6000 abitanti, è quasi completamente distrutta. La popolazione è costretta a vivere in anguste baraccopoli fino al 1980, quando l’istituto incaricato dallo Stato centrale per la ricostruzione le riconsegna il nuovo centro: un paese-dormitorio a 20 km dalla vecchia Gibellina.

Una città disancorata dal tessuto sociale, costruita secondo i canoni di un’urbanistica utopica che non ha nulla a che fare con la realtà sociale del piccolo centro siciliano.

Il sindaco Corrao pensa di ricostruire l’identità della città chiamando a raccolta i grandi nomi dell’arte e dell’architettura contemporanea di tutta Europa. Ma la città-museo diventa un corpo estraneo con cui la popolazione stenta a risocializzare. E sulle macerie del vecchio centro, Alberto Burri stende un lenzuolo di 12 ettari di cemento bianco: il “Grande Cretto”. Earthquake ‘68 è la storia di una comunità e della sua memoria storica. È il racconto di Gibellina e della sua doppia anima, della ricostruzione utopica e della speculazione edilizia, dei più vecchi che cercano di adattarsi a un nuovo e insolito spazio urbano e dei giovani che fanno i conti con il proprio passato. Il film racconta tutto questo attraverso un’altra piccola grande storia, quella di una sfida lanciata a tutti i gibellinesi, di un’impresa da realizzare per tentare di ricomporre collettivamente la propria identità irrisolta.

Dichiarazione del regista

La storia di questo film inizia quando con i miei amici capitammo per caso a Gibellina, e in particolare davanti all’insegna di un pub che, con un carattere da squadra di baseball, recitava “Earthquake ‘68”. Era curioso come la tragedia fosse entrata nell’immaginario “pop” dei giovani che avevano aperto quel locale: il terremoto era uno dei tratti fondanti della loro identità, ma allo stesso tempo si era scelto di scriverlo in inglese, come se incosciamente si fosse voluto celarne il significato agli anziani, che probabilmente non sarebbero stati contenti di sapere che un bar si chiamasse “Terremoto‘68”. Era così o era soltanto una nostra fantasia? Davanti a quell’insegna si accese la curiosità che ha generato questo film e ben presto avremmo scoperto che la realtà di quella città andava ben oltre le nostre fantasie.

Emanuele Svezia

Lavora dal 2001 come montatore e regista. Nel 2006 ha collaborato al montaggio di L’orchestra di Piazza Vittorio e successivamente è stato aiuto regista di Francesca Comencini per In fabbrica (2007) e di Giovanni Piperno per Cimap– Cento italiani matti a Pechino (2008). Ha montato La danza delle api di Giovanni Piperno e Giuseppe Cederna. Come regista ha realizzato Mustafa, il mercato trasferito e altre storie – Le trasformazioni di Piazza Vittorio a Roma (2004, doc.) e Earthquake ’68 – Gente di Gibellina (2008, doc.).

EARTHQUAKE ’68 – GENTE DI GIBELLINA
(Italia, 2008, 98′)
Regia, soggetto e montaggio: Emanuele Svezia. Fotografia: Francesco Medosi. Musiche: Filippo Gatti, Francesco Gatti, Cristiano De Fabritiis, Renato Ciunfrini. Fonico di presa diretta: Gianluca Scarlata. Interpreti: Alessandro Parisi, Vito Antonio Bonanno, Nicolò Stabile, Gioacchino De Simone, Franco Messina, Vincenzo Fiammetta, Fabrizio Tritico, José Carvalho. Produzione: Sottotraccia-Gruppo Informale.

“Earthquake 68 – Gente di Gibellina”
Film-documentario di Emanuele Svezia
Lunedì 24 agosto 2009 – ore 21.30
Gibellina – Cinema sotto le Stelle

Valentina Saluto
ADACIU-Associazione per la Cultura del Tempo