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Si dicono preoccupati gli amministrativi e tecnici reclutati in tutta la Sicilia durante la pandemia Covid. In assenza di una norma che li tuteli, questo personale rischia al 31 dicembre di finire a casa, senza la possibilità di poter continuare a garantire i servizi essenziali d’assistenza. «Questo personale ha posto in essere un’importante attività di supporto, occupandosi oltre che delle specifiche attività connesse al contrasto alla pandemia, anche di attività di collaborazione necessarie per lo svolgimento di procedure amministrative, atte ad assicurare ai cittadini i livelli essenziali di assistenza», scrivono in una nota.

Il personale che ora rischia di finire a casa, si aspetta «segnali immediati e tangibili per il futuro lavorativo». Il rischio è quello «di dispersione di competenze acquisite di cui il servizio sanitario regionale e nazionale potrebbe, invece, far tesoro». A differenza del personale amministrativo, infatti, il personale sanitario e socio-sanitario è stato già inserito in un chiaro percorso normativo che li tutela e che estende al 31 dicembre 2024 il termine di scadenza dell’arco temporale in cui gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono assumerli a tempo indeterminato.

Chi oggi è preoccupato riconosce l’impegno preso dal Governo nazionale che mira a porre in essere una definitiva soluzione per la categoria all’interno del “Milleproroghe”. Dai deputati regionali di maggioranza e dallo stesso Governo guidato da Renato Schifani c’è l’impegno di una proroga di due mesi a partire dal 31 dicembre.

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