La situazione in Italia evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e del «raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali». L’evidenza di casi rapidamente in aumento con Rt nazionale di 1.5 nel suo valore medio e significativamente sopra 1 indicano una situazione «complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane».

Sono dunque «necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità». Non solo. «È fondamentale che la popolazione riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo quando non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa quanto più possibile».

Lo rileva il monitoraggio settimanale ministero Salute-Iss relativo alla settimana tra il 12 e il 18 ottobre. Prima ancora dunque dell’ulteriore recente impennata dei contagi.

L’epidemia è in «rapido peggioramento e compatibile complessivamente con un scenario di tipo 3» («Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo»), caratterizzato da chiusure tra regioni, «con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane».

Si riscontrano infatti valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni italiane. In particolare l’indice Rt ha un picco in Valle d’Aosta con Rt di 2,37. Segue il Piemonte con 1,83; l’Umbria con 1,69; Lombardia con 1,64; Veneto 1,54; Emilia Romagna e Puglia 1,52; Toscana 1,51; Campania 1,45, Lazio 1,38.

Fonte. ilsole24ore.com