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Per gli amministrativi che, durante la pandemia Covid-19, sono stati reclutati dalle Asp territoriali non c’è speranza per essere stabilizzati. Lo ha deciso il Governo nazionale, seppur un anno addietro il percorso di stabilizzazione era stato deciso per medici, infermieri e oss. Gli amministrativi, invece, che non hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, ma solo incarichi di lavoro autonomo o co.co.co, non godono di ferie, malattie, permessi o festività. «Però veniamo trattati al pari dei lavoratori dipendenti e degli stessi lavoratori del comparto sanitario (medici, infermieri ed oss)», spiegano in un documento.

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge dell’Ars nella parte in cui si prevedeva la possibilità, a seguito di selezione per titolo e/o colloquio, di stabilizzare il personale assunto per l’emergenza Covid-19. Gli amministrativi reclutati durante la pandemia hanno sopperito alla carenza di organico delle Asp e si sono occupati dalla campagna di vaccinazione alle attività di tracciamento fino all’assistenza domiciliare necessaria per coloro che hanno contratto il virus e che non possono lasciare il proprio domicilio. «Sentiamo il peso dell’indifferenza da parte di chi ha il potere di non rendere vano l’impegno da noi profuso durante questi mesi difficili, a tratti drammatici, che implicherebbe inoltre il rischio di dispersione di competenze acquisite di cui il servizio sanitario regionale e nazionale potrebbe invece far tesoro», spiegano i componenti del coordinamento regionale, composto da 3 membri di ciascuna delle 9 province.

«Nonostante gli sforzi profusi, le varie sollecitazioni a tutte le forze politiche attraverso la presentazione di emendamenti in Senato, e, da ultimo, la provocazione politica posta in essere dagli onorevoli della Regione Siciliana, 2.800 lavoratori siciliani (circa 60.000 in tutta Italia) sono stati inspiegabilmente dimenticati, sebbene l’emergenza non sia finita e le strutture sanitarie necessitino urgentemente di personale amministrativo», denunciano ancora dal coordinamento regionale. Attualmente medici, infermieri e oss reclutati per l’emergenza Covid-19, in assenza di un qualsivoglia concorso pubblico, maturati i 18 mesi di servizio, possono essere assunti, bypassando il dettato della Legge Madia. «Per risolvere l’impasse basterebbe una modifica alla legge nazionale (art. 1, comma 268, lett. b della l. 234 del 30/12/2021) per includere anche gli amministrativi», concludono dal coordinamento.

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