Ai campobellesi Antonino Moceri, Antonino Tancredi e Filippo Greco sono stati restituiti i beni che gli furono sequestrati e confiscati dal Tribunale di Trapani nel 2016. La decisione è della quinta sezione penale e per le misure di prevenzione della Corte d’Appello di Palermo (Presidente Giacomo Montalbano). La Corte ha accolto il ricorso che i tre avevano presentato – tramite i loro legali – avverso quanto aveva disposto il Tribunale di Trapani – sezione Misure di prevenzione: un sequestro preventivo e confisca per un patrimonio complessivo dell’operazione valutato in 13 milioni di euro che fu compiuto dopo che i tre vennero arrestati il 12 dicembre 2011 nell’ambito dell’operazione “Campus Belli”.

I pubblici ministeri della Dda di Palermo disposero il sequestro dei beni intestati a Moceri e Tancredi, tra cui 108 immobili, 11 veicoli e le quote della “Eurofarida srl” che, secondo i carabinieri del Ros, erano riconducibili al capomafia trapanese Matteo Messina Denaro I due erano accusati di aver operato a nome del capomafia campobellese, Leonardo Bonafede, e in linea con gli interessi dell’imprenditore Giuseppe Grigoli, l’ex titolare della 6GdO, che operava con i supermercati a marchio Despar, arrestato e condannato per mafia.

I giudici della Corte hanno ora escluso la pericolosità sociale di Moceri e Tancredi. Contestualmente alla restituzione dei beni, i giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno revocato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei paesi di residenza per Moceri e Greco (3 anni) e Tancredi (2 anni), che il Tribunale di Trapani-Sezione misure di prevenzione aveva applicato ai tre.

«I giudici della Corte d’Appello – spiega l’avvocato Carmelo Carrara, che difendeva l’imprenditore Moceri – hanno evidenziato il contrasto tra le statuizioni del Tribunale di Trapani che non aveva tenuto in alcun conto il giudicato penale del processo di merito che aveva accertato il comportamento contrario del Moceri agli interessi di Giuseppe Grigoli e di personaggi appartenenti alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. Gli stessi incolpati (Moceri e Tancredi, ndr), inoltre, erano stati contrari alla costituzione di un consorzio olivicolo voluto anche dal capomafia Leonardo Bonafede».

Tancredi – Moceri – Greco