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Negli stessi ambienti in cui l’on. Vito Li Causi svolgeva l’attività di parlamentare della 15a legislatura, la figlia Valentina ha preso parte, ieri pomeriggio, ad un esclusivo evento internazionale presso la nuova aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari.

La Camera dei Deputati ha infatti ospitato, nella giornata in cui si è celebrato il Patrono d’Italia, la conferenza “Mind the Queue!”, una giornata di confronto sulle esperienze di coronavirus nel mondo nella prima fase della pandemia. I relatori hanno portato le proprie esperienze da qualsiasi parte del mondo: Haiti, Costa d’Avorio, Cuba, Messico, Stati Uniti sono per citarne alcuni. La dottoressa Li Causi, medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, è stata coinvolta personalmente dal promotore dell’iniziativa, il Prof. Francesco Nicola Maria Petricone, Consigliere parlamentare della Camera dei deputati e autore del libro “Mind The Queue!”.

Nella prestigiosa aula, durante la III sessione moderata dal Prof. Gianpiero Gamaleri (già consigliere amministrazione della RAI), la Dott.ssa Li Causi ha portato la sua esperienza sull’approccio riabilitativo in era pandemica portando l’attenzione su cosa è cambiato e cosa cambierà. Esperienza vissuta in prima persona da medico fisiatra e titolare del Centro di Medicina Fisica e Riabilitazione Vanico e della Casa di Cura Vittoria di Castelvetrano, fondati dal padre, l’On. Prof. Vito Li Causi che è stato ricordato durante la conferenza dallo stesso Prof. Petricone.

All’inizio di marzo 2020, tutto il Mondo ha cominciato a riunirsi intorno a televisori, social network, quasi contemporaneamente, per seguire le notizie sulla diffusione di un virus contagioso. In pochi giorni, si è passati da una situazione di normalità ad una vita in maschera, tutti sollecitati a coprire naso, bocca e mani con protezioni sterili per sfuggire al contagio del coronavirus.

La ricerca e gli studi effettuati per il progetto “Mind the Queue!” sono nati dall’esigenza di comprendere se e che cosa hanno avuto in comune nel corso di quei primi due mesi di diffusione della pandemia nazioni nazioni da tutte le parti del Mondo. Durante l’intervento, non sono mancate parole di stima e riconoscenza per tutto lo staff delle due strutture sanitarie di Castelvetrano che hanno lavorato incessantemente durante la pandemia da Coronavirus mantenendo il necessario contatto fisico con il paziente con la costante sensazione di paura del contagio.

 

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