«A oggi in Sicilia non si registrano casi, nemmeno sospetti, riconducibili al Coronavirus». Lo ha detto l’Assessore regionale alla salute, Ruggero Razza, durante il vertice che si è tenuto stamattina presso la sede dell’Assessorato a Palermo. «I nostri Uffici hanno già predisposto un piano che coinvolge le Aziende del Sistema Sanitario Regionale, il 118 e i medici di Medicina generale attraverso una procedura dedicata che in caso di necessità verrebbe immediatamente attivata. Desidero, infine, rivolgere un appello agli operatori dell’informazione affinché continuino ad agire con scrupolo e rigore nella gestione delle notizie collegate a questa vicenda: un caso sospetto si può certamente controllare, il panico no», ha detto sempre l’assessore.

Stamattina è stata effettuata una ricognizione dei reparti di malattie infettive presenti in Sicilia e dotati di posti letto con isolamento respiratorio. Una misura indispensabile per ridurre al minimo le ipotesi di contagio nel caso in cui dovesse accertarsi un caso di infezione nell’isola. In conformità con quanto previsto con le linee guida ministeriali eventuali casi sospetti, se non gravi, verranno gestiti a domicilio, con l’ausilio del medico di base. Casi sospetti che dovessero presentare sintomi gravi verranno invece trasferiti, tramite 118, in uno dei centri dotati di posti letto con isolamento respiratorio.

Intanto proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità corregge il tiro, cambiando la classificazione della minaccia di epidemia internazionale collegata al coronavirus: secondo l’OMS, infatti, non è più “moderata”, come aveva scritto in cinque recenti rapporti, ma “elevata”. L’Oms non ha, comunque, ritenuto di dichiarare il coronavirus una «urgenza di sanità pubblica di portata internazionale», etichetta data in passato ad altre epidemie come l’H1N1, Zika o Ebola.