Molti sono i dubbi e le domande che l’emergenza Coronavirus sta ponendo ai vari settori economici. Tra questi, l’industria delle cerimonie matrimoniali. I matrimoni saranno vietati per assembramento? Le spose dovranno andare all’altare con la mascherina?

Il problema è molto serio dato che il settore wedding in Italia conta all’attivo un fatturato di circa 40 miliardi di euro ogni anno. Il settore soffre maggiormente, a voler essere precisi, non le perdite fin ora registrate, bensì la mancanza di certezze nella regolamentazione dei matrimoni nel futuro più imminente: se è vero da un lato che le cerimonie sono state sospese per i mesi di Marzo e Aprile, causando grandissime perdite economiche all’intero settore che vive principalmente di questo, non è ancora stabilito se nei prossimi mesi si potrà ritornare a farli ed eventualmente in quali modalità.

Il dato è allarmante in quanto se si considera l’intero indotto del settore matrimoniale, si scopre che dipendono da esso numerose figure professionali e servizi connessi. Negozi di abbigliamento per cerimonia, stilisti, sarte, parrucchieri, truccatrici, fotografi, musicisti, animatori, sale ricevimento, agenzie viaggi ecc. A questi, vanno a sommarsi tutta una serie di altri settori che seppur non direttamente correlati al giorno della cerimonia in se, sono assai vincolati alla vita dei futuri sposi. Và in crisi il settore dell’arredo, degli elettrodomestici, degli operai specializzati nella manutenzione come elettricisti, idraulici, murato

Abbiamo chiesto un parere al fotografo Giuseppe Arnone di Castelvetrano, attivo nel settore del wedding da oltre 10 anni: “Ci aspettano mesi davvero molto difficili. Decine di coppie hanno già spostato la data del proprio matrimonio nei mesi di settembre ed ottobre. Alcuni hanno proprio rinviato l’evento al 2021″

“Sono in contatto costante con i titolari delle sale ricevimento – aggiunge Arnone – per collaborare con loro affinché venga trovata una soluzione alternativa per le coppie che si sarebbero dovute sposare nei prossimi mesi. Già da tempo consiglio alle le coppie di avere un piano B, senza necessariamente cancellare a priori la data già fissata. Anche le sale di ricevimento sono state ben liete di venire incontro agli sposi così da rassicurarli, per quanto possibile.

Sono fiducioso che le precauzioni prese nella nostra Regione possano limitare i danni e consentire almeno una parziale ripresa dei matrimoni. Ricordiamoci che la Sicilia è tra le regioni meno colpite e forse quella che prima uscirà dall’emergenza. Certo è che al momento ci sia poca chiarezza sulle restrizioni che vi saranno nei prossimi mesi e ciò non consente di poter fare previsioni affidabili. Impossibile fare al momento una stima dei notevoli danni economici causati all’indotto del Wedding. Sarà dura ma con sinergia e buonsenso potremmo limitare le conseguenze di questo lungo lockdown”