Per il Governo nazionale si può fare jogging, per quello regionale no. Per gli appassionati di podismo il tempo di coronavirus è un tempo difficile. Perché non possono allenarsi, neanche attorno alla propria abitazione.

È questo uno degli aspetti singolari di questo tempo che stiamo vivendo. Singolare, ad esempio, è stata l’iniziativa di un podista laziale che ha percorso ben 70 km nella sua casa, in un perimetro di 25 metri, di cui 42 km intorno al tavolo del soggiorno, dal perimetro di 15 metri. Iniziativa bizzarra, dettata dall’esigenza di muoversi a tutti i costi.

In queste settimane non sono mancati servizi giornalistici – soprattutto in tv – in cui i podisti sono stati “dipinti” come se fossero dei criminali. Quei pochi in giro ripresi dalle telecamere, senza che sono mancate le critiche.

«I podisti sono stati più volte descritti come i violatori delle regole, ma la verità e ben diversa dall’apparenza – spiega Enzo Napoli – la vera confusione è stata creata dai regolamenti emanati sia dal Governo nazionale che da quello regionale. Per quello nazionale si può fare jogging in prossimità della propria casa di abitazione, mentre per il regolamento regionale siciliano è vietato. Quindi, per il regolamento nazionale posso fare decine di giri attorno all’isolato di casa mia, passando continuamente davanti lo stesso negozio o vicino ad eventuali pedoni che si trovano nella strada, ma non posso andare ad allenarmi presso l’area attrezzata della Trinità».

Per Napoli è più sicura quell’area in aperta campagna (come qualsiasi oasi verde), piuttosto che stare in fila davanti ai negozi. «È davvero singolare che questo, invece, non venga contemplato dalle disposizioni governative», afferma Napoli.