Il Ministero per i beni culturali ha elargito un contributo straordinario per l’emergenza Covid-19 ai Comuni italiani per promuovere la lettura e investire sulle biblioteche civiche. Anche alcune biblioteche della provincia di Trapani sono state beneficiarie di somme. Tra questi anche la “Leonardo Centonze” di Castelvetrano, alla quale è stata assegnata la somma di 10 mila euro. Ma nell’elenco figurano anche la biblioteca “Dante Alighieri” di Partanna (5 mila euro), la “Nino Cordio” di Santa Ninfa (5 mila euro), mentre alle biblioteche comunali di Marsala e Mazara del Vallo, sono toccati 10 mila euro ciascuno.

Fuori dal contributo sono rimaste altre biblioteche della provincia, alcune perché non hanno fatto regolare richiesta, altre per difformità riscontrate nella richiesta. Ma le biblioteche svolgono ancora il ruolo di presidio culturale in un territorio? «Rimangono polo di aggregazione, punto di incontro e di scambio, di conoscenza per mantenere viva la storia», spiega la scrittrice Stefania Auci, autrice del best seller “I leoni di Sicilia”. Non in tutta la provincia, però. In alcuni Comuni, ad esempio, le biblioteche sono chiuse. Come a Vita, dove il Comune non ha il personale oppure a San Vito Lo Capo dove le porte della biblioteca sono chiuse da decenni.

La gente legge molto meno ma le biblioteche chiuse non sono certo un buon segnale. «I libri sono le palestre della democrazia – dice Giacomo Pilati, organizzatore da anni della rassegna “Libri, autori e bounganville” – le biblioteche sono in santuari di questo antico rito del sapere che solo le parole riescono a trasmettere. Le biblioteche, come i bravi librai sono un filtro di intelligenza per approdi sicuri verso la comprensione della verità».