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La pioggia, gli allagamenti e oggi l’esondazione del fiume Verderame. Il maltempo e le conseguenze a Trapani (dove parte della città si è allagata più volte) sono finiti ora anche al centro del dibattito politico. Complice anche la relazione che l’Esercito italiano ha fatto dopo gli ultimi allagamenti a Trapani, nella quale si evidenzierebbero mancata manutenzione sia ordinaria che straordinaria. A intervenire è la segreteria provinciale di Fratelli d’Italia (guidata da Maurizio Miceli), insieme al neo onorevole Nicola Catania, sindaco di Partanna. «Cosa ha fatto in questi anni l’Amministrazione comunale guidata da Giacomo Tranchida?», s’interrogano nel documento.

La segreteria provinciale di FdI e Catania ribadiscono che «lo stesso Tranchida ha confermato di non aver approvato ancora il bilancio di previsione e ancor di più di non avere i consuntivi 2020 e 2021 approvati, per cui è inevitabile l’impossibilità ad agire regolarmente in termini di prevenzione di eventuali condizioni disastrose che si verificano puntualmente. Cosa aspetta Tranchida a dichiarare il Comune in dissesto finanziario?», scrivono.

Miceli e Catania criticano anche il neo deputato Pd Dario Safina, assessore al Comune di Trapani: «Safina si è addirittura avventurato qualche giorno fa a tentare di spostare l’attenzione sulla Regione siciliana in merito alla mancata dichiarazione dello stato di calamità naturale cercando, grossolanamente, di distrarre l’attenzione sulla mera questione Trapani, che lo ha visto, assieme al suo sindaco, principale attore e responsabile del disastro che si è verificato. Le vere responsabilità sono da addebitare a una mala gestione della cosa pubblica che è individuabile senza ombra di smentita nella inefficienza già dall’indomani dell’insegnamento della giunta Tranchida».

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