[di Francesca Capizzi] Loreta Gulotta premiata nella sua città natale. Ieri mattina la schermitrice azzurra, reduce dal successo mondiale a Lipsia nella prova a squadre di sciabola, è stata ricevuta dai commissari straordinari del Comune di Castelvetrano, Salvatore Caccamo e Concetta Musca.

La campionessa accompagnata dai genitori, Anna e Salvatore, per iniziativa del presidente dell’Unitre Castelvetrano Selinunte, Totò Ferri, è stata accolta con grande entusiasmo per aver portato in alto il nome della sua città, portando nella divisa il simbolo del suo Comune sul podio mondiale.

Ad accoglierla, oltre ai commissari e Ferri, c’era anche il tenente della Guardia di Finanza di Castelvetrano, Marco Mastrocola, corpo al quale appartiene la schermitrice.

«Una donna tenace, che si è impegnata con costanza e dedizione, dimostrando che questa città non deve essere associata solo a tristi eventi, come il commissariamento del comune o a famiglie mafiose che ci vivono – ha voluto precisare il commissario Caccamo – ma deve essere associata a tante eccellenze che spiccano, in questo caso Loreta ha fatto emozionare tutti e tutto il mondo grazie a lei saprà che Castelvetrano è anche questo: giovani che spiccano e prendono il volo».

«Una donna – ha aggiunto – che fa parte del nucleo sportivo delle Fiamme Gialle, motivo in più per essere orgogliosi del lavoro che quotidianamente svolgono per il bene della nostra comunità e poi è risaputo che la Guardia di Finanza ha annoverato negli anni tante figure di sportivi illustri. Lo sport è fondamentale, io mi auguro che nel periodo della gestione commissariale possiamo trovare la formula giusta con le associazioni del territorio, per creare spazi e dare alternative a tanti giovani, evitando che possano intraprendere strade non belle».

Loreta, timida e riservata, ma una guerriera nelle competizioni mondiali, si è detta felice di ricevere una targa dalla sua amata città, che le ha dato l’opportunità di conoscere questo sport. «Gli Europei un mese e mezzo fa, adesso i mondiali di Lipsia. All’Italia, mancava una medaglia ai mondiali da 13 anni – ha detto la campionessa -. Nella mia carriera ci sono stati tanti successi, ma non era mai arrivata una medaglia tanto importante. Era la cosa più ambita, tanto che ad un certo punto mi ero scoraggiata, poi in due mesi è cambiato tutto, adesso, in questo momento, siamo la squadra numero uno al mondo. Sono felice, perché questa è stata la dimostrazione che nonostante tutti gli sforzi, tutte le paure che ho vissuto, le mille tensioni, alla fine ne è valsa la pena. Credo che l’impegno e la costanza nella vita ripaghino sempre e nel mio caso posso dire di essere soddisfatta. Adesso, so per certo che se in futuro dovessero arrivare momenti difficili, combattendo, alla fine i risultati arrivano».

Una vita, la sua, fatta di allenamenti, nei weekend sempre fuori per le gare e spesso ritiri all’estero. A scuola era bravissima, è cresciuta studiando, allenandosi ogni giorno fino ad essere notata nel 2003, da un tecnico importante che adesso vive in Russia. Da lì comincia la sua ascesa a Roma, fino ad arrivare ad oggi con tante vittorie importanti.

«Adesso, crescendo, essere una sportiva mi sta piacendo sempre di più. Soffro sempre l’ansia da gara, ma poi guardando donne come la Vezzali che ancora a quarant’anni si commuovono, mi conforta – dice Loreta -. Ho la fortuna di allenarmi spesso con Aldo Montano, altro grande esempio. La vita di uno sportivo è una continua sfida, ci sono periodi, stagioni che vai male, poi vinci una medaglia del genere e ti ricarichi. A settembre ricomincio la stagione di coppa del mondo, fatta di otto gare di coppe, ritiri, gare in Italia, insomma ricomincio da capo. Si archivia questo periodo meraviglioso che non dimenticherò. Tanti obiettivi, come vincere le medaglie importanti nell’individuale, ma quello a cui ambisco e per la quale mi batterò è arrivare a Tokyo nel 2020.

Amo Castelvetrano, è la mia oasi di pace. Questo posto è un gioiello, non solo a livello architettonico, io amo la gente del mio paese, siamo un popolo talentuoso secondo me. Spero che i commissari facciano un lavoro eccezionale. Ho portato sulla divisa il simbolo del comune di Castelvetrano con orgoglio. Lì sul podio mondiale c’eravamo anche noi e spero di essere un’immagine di qualcosa che si può essere, che si può diventare in maniera pulita, senza scendere mai a compromessi. Mi chiamano la testa dura della squadra, sono sempre stata convinta di valere anche quando gli altri hanno provato a distruggermi, poi li ho distrutti io». Scherza così Loreta Gulotta. «Nulla è più forte della volontà e della passione – conclude – in futuro il mio sogno è creare un’alternativa per i giovani e portare questo sport qui nella mia città».

Una bambina che a otto anni aveva già le idee chiare, fare la schermitrice. E ci è riuscita, entrando anche nel nucleo sportivo della Guardia di Finanza. «Oggi – ha detto il tenente Marco Mastrocola – sono presenti tante istituzioni, ma siamo siamo accomunati da due caratteristiche importanti: l’equilibrio e la costanza. Se mancano questi due elementi non riusciremo mai ad ottenere dei risultati positivi per questa comunità. È vero che Castelvetrano è una realtà difficile e complicata ma noi possiamo più di altri lavorare in sinergia per ottenere grandi risultati. La mafia è il gesto quotidiano che contrasta la bellezza. Noi vogliamo il bello per Castelvetrano , tutti quanti dobbiamo impegnarci per lavorare e intraprendere un percorso di educazione alla legalità». (*FCA*)

di Francesca Capizzi
per Giornale di Sicilia