Per domattina il sindaco Enzo Alfano ha annunciato la nomina di tre nuovi assessori per completare la sua Giunta. I nomi? Prima di domani neanche a parlarne: «Sono professionisti di grande esperienza e competenze nelle deleghe che avranno e sono tutti esterni al consiglio comunale», si è limitato a dire il sindaco.

CastelvetranoSelinunte.it ha saputo che su tre nuovi assessori, due non sono di Castelvetrano. Un tecnico dovrebbe essere di Marsala e un avvocato di Palermo. E poi c’è un secondo tecnico della città. Ma in questo momento poco importano i nomi. Quello che più interessa è la strategia politica che ha adottato il sindaco Enzo Alfano in questa scelta. E questa merita un’analisi.

Come è noto il primo cittadino non ha più una maggioranza in consiglio comunale. Il M5S ha perso pezzi e anche dalla sua Giunta è andato via il fedelissimo vice sindaco Biagio Virzì, insieme a Maurizio Oddo. Mesi addietro lo aveva abbandonato anche Chiara Modica Donà Dalle Rose e poi ancora Giovanni Parrino (dimessosi ufficialmente per impegni personali). Tutti tasselli di un mosaico che, via via, ha perso pezzi.

In consiglio comunale il sindaco ha accusato il colpo. Ed è da lì che Enzo Alfano (sentito il locale Meetup) ha maturato l’idea di iniziare le “consultazioni”, cioè incontrare le forze di minoranza per capire cosa fare insieme. Nessuno si è sottratto agli incontri: Pd, “Obiettivo città”, “Fratelli d’Italia”, “Bene Comune” (con i tre ex M5S), “Ricominciamo Insieme” e “Insieme si può”. Ma poi Alfano, alla fine, ha deciso da sé.

«È davvero un controsenso tutto ciò – commenta il consigliere Pd, Marco Campagna – il sindaco prima ha chiesto collaborazione per un progetto per la città e poi ha fatto da sè». « Compete al M5S il Governo della città, a noi il compito di vigilare e suggerire proposte alternative», aggiunge Pasquale Calamia, segretario locale Pd.

«Sembrava giunto il momento della svolta, il sindaco prima ci ha incontrati e poi si è bloccato e ha fatto retromarcia», spiegano da “Obiettivo città”. Insomma si sono sentiti presi in giro le forze di minoranza, perché i tre nuovi assessori Alfano, alla fine, li ha scelti lui. Ma quest’altra mossa farà guadagnare una nuova maggioranza in consiglio al sindaco? Cambierà l’attuale assetto che vede 12 consiglieri di maggioranza (compreso Virzì che ha lasciato la Giunta) contro 12 di minoranza? Oppure, a parte i tre nuovi assessori, tutto rimarrà come prima col sindaco che rischia ogni volta, sul filo del rasoio, di andare giù coi numeri nel massimo consesso civico e di incassare sconfitte?