Sospensione dei pagamenti dei canoni irrigui per i Consorzi sino al 30 aprile. Lo ha deciso l’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 19 febbraio, con un disegno di legge che da, di fatto, un momento di respiro agli agricoltori che acquistano l’acqua per irrigare i propri fondi. In questi giorni stanno arrivando avvisi bonari di pagamento per l’acqua utilizzata dal Consorzio di bonifica “Agrigento 3” per l’anno 2015. Si tratta di importi elevati ai quali, in questo momento di crisi (complice la siccità), non riescono a far fronte gli agricoltori.

«Ancora una volta – ha detto il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione – siamo costretti a denunciare come inammissibili questi provvedimenti irrispettosi nei confronti di un comparto che dovrebbe rappresentare il volano dell’economia locale, ma che invece continua a essere gravato dall’aumento della tassazione, oltre che dal calo vertiginoso dei prezzi e dalle sempre più frequenti calamità naturali».

Il tutto è successo qualche anno fa, quando gli agricoltori si sono visti più che duplicate quote e tariffe. Sino al 2014 si pagava 25 euro a ettaro come quota Consorzio e 19 centesimi a metro cubo d’acqua consumata. Poi la quota è passata a 85 euro e la tariffa a consumo a 23 centesimi a metro cubo. L’aumento è stato deciso dagli organi del Consorzio con una delibera del maggio 2016. Scelta più volte contestata dal movimento degli agricoltori, pronto sul piede di guerra.

La vicenda è stata seguita dall’ex assessore e consigliere Valentina Accardo, insieme alla collega di Castelvetrano, Enza Viola. Ora si guarda avanti. Le due consigliere stanno già pensando a organizzare un incontro a Campobello con la partecipazione dei rappresentanti e dei legali del movimento consumatori.