Le vie possibili sono due: o rimodulare ancora la Rete ospedaliera prevista dal decreto del febbraio scorso, oppure far si che venga inserita e votata la deroga al decreto Balduzzi, così come avvenne, anni fa, per l’ospedale di Popoli, dopo la strage di Rigopiano. Il futuro del nosocomio “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano, affinché tutto rimanga così per com’è, è appeso a queste due vie. La prima molto meno probabile, la seconda, invece, è quella a cui si spera di più. Stamattina al Circolo della gioventù di Castelvetrano s’è parlato tanto durante il consiglio comunale aperto voluto dal Presidente Patrick Cirrincione che, da quando guida il massimo consesso civico di Castelvetrano, sta seguendo la vicenda con attenzione.

Sala piena, sindaci del comprensorio (in testa Enzo Alfano), cittadini aderenti alle associazioni a difesa dell’ospedale e poi una folta schiera di deputati: dal senatore Gaspare Marinello, agli onorevoli Vita Martinciglio, Carmelo Miceli, Antonio Lombardo e poi ancora Margherita La Rocca, Eleonora Lo Curto, Sergio Tancredi e Antonio De Luca. Tutti pronti a difendere l’ospedale che, nel nuovo Piano di riordino sanitario regionale, perde pezzi a vantaggio dell’ospedale di Mazara del Vallo. Non c’era, invece, il direttore generale dell’Asp Trapani, Fabio Damiani («noi l’abbiamo invitato» ha detto il Presidente Cirrincione).

Ecco perché oggi s’è tornato a parlare del “Vittorio Emanuele II”, il cui obiettivo di chi lo difende, è quello di farlo restare così per com’è. «Ma non più l’ospedale di Castelvetrano ma della Valle del Belìce» spiega l’onorevole Eleonora Lo Curto. Punto di riferimento di un territorio “fragile”, se si guarda che qui 52 anni fa il terremoto distrusse interi paesi. Nel Belìce come a Rigopiano, il sisma ha seminato morti. Ecco perché il sindaco di Partanna, Nicola Catania – con l’appoggio di tutti gli altri colleghi – spera alla deroga del decreto Balduzzi, con un emendamento (elaborato proprio da Catania) al “Mille proroghe” che da martedì sarà all’esame della Commissione Sanità. A condividerlo è stata l’intera deputazione nazionale del territorio.

«Si pone il problema della durata – ha detto l’onorevole Carmelo Miceli del Pd – bisogna indicare i tempi dell’eventuale deroga». «Per tre anni» è l’idea di Catania. Sull’altro fronte «bisognerà porterà avanti un’azione concertata» ha chiarito il sindaco di Santa Ninfa, Giuseppe Lombardino. «Sollecitiamo la gente dell’intera Valle a far sentire la loro voce, scendendo in piazza – ha detto Franco Messina di “Orgoglio Castelvetranese” – oggi Castelvetrano in ginocchio ha bisogno dell’aiuto del Belìce, non meritiamo certo la morte civile».

On. Margherita La Rocca

On. Antonio de Luca

Enzo Alfano – Sindaco di Castelvetrano

Alfano – Catania

On. Vita Martinciglio

Nicola Catania – Sindaco di Partanna

Sen. Rino Marinello