esercitazioni natoDopo un fitto calendario di iniziative che ha animato per più di un mese il territorio siculo contro la guerra e le esercitazioni militari domani è il momento della manifestazione regionale che si terrà a Marsala con un concentramento alle ore 15.00 dal Lungomare Boeo e indetta dal coordinamento provinciale contro la guerra e la Nato e il coordinamento regionale dei comitati no Muos.

Fino al 6 novembre l’aeroporto di Birgi infatti sarà usato come centro nodale del Trident Juncture 2015, la più grande esercitazione Nato dopo la seconda guerra mondiale. Un coro di no partito dai cittadini della provincia, costituitisi in coordinamento provinciale, è riuscito in poco tempo a coinvolgere tutta la Sicilia in difesa della propria terra, della salute e dell’ambiente, contro chi dall’alto dei palazzi del potere perseguita l’intento di renderla laboratorio di guerra e pattumiera d’Italia, contro chi decide di investire consistenti fondi pubblici in spese militari.

Tante le iniziative di informazione e solidarietà sparse sul territorio siculo che hanno caratterizzato questo mese di mobilitazione e molto diffusa e sentita la voglia di partecipare alla manifestazione. Oggi a Palermo per l’appunto si terrà un presidio e un flashmob contro la guerra e la repressione in piazza Verdi alle ore 17.00 Diversi pullman organizzati partiranno da Palermo, Catania, Messina, Gela, Niscemi,Trapani, Ragusa, Salemi, Petrosino, Alcamo, Castellamare.

E’ di martedì l’assurda e preoccupante notizia secondo cui due mega elicotteri militari , con ogni probabilità provenienti dal Canale di Sicilia, siano atterrati dentro il prezioso parco archeologico di Selinunte perchè in panne ed è sotto i nostri occhi dunque che la nostra terra non è più un luogo sicuro e anche i nostri beni più preziosi sono esposti a rischi.

Chi abita le zone limitrofe l’aereoporto ultimamente viene svegliato nel cuore della notte da enormi boati. Ci hanno detto, mentendo, che dobbiamo stare sereni e che tutto è sotto controllo ma eventi come questi negano nei fatti le loro parole. La Sicilia diventerà laboratorio di sperimentazione bellica e ciò che verrà violata sarà la sua vera natura, rendendola luogo in cui si testano tecniche atte alla sopraffazione e all’annientamento dei popoli, in cui si testano infrastrutture e strumenti bellici che peraltro procurano gravi danni alla salute di chi vive i territori e all’ambiente.

alcune immagini delle esercitazioni a Trapani Birgi
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Come cittadini ci siamo mobilitati contro queste esercitazioni e contro chi vuol rendere la terra in cui viviamo luogo in cui si gioca a fare la guerra, luoghi da contaminare e deturpare sia nell’immagine che nella sostanza. Rivendichiamo il diritto di vivere in maniera degna, in salute e in serenità nei territori in cui siamo nati e proprio per questo domani tutti gli abitanti del territorio siciliano scenderanno in piazza perchè ciò che è in ballo è il nostro presente e il nostro futuro nei luoghi che amiamo da cui non vogliamo scappare ma in cui vogliamo vivere. Gli abitanti della Sicilia conoscono molto bene gli effetti devastanti frutto della militarizzazione dell’isola.

Il Muos di Niscemi, la base di Sigonella, gli impianti di radio telecomunicazione, le installazioni radar e le postazioni per le guerre elettroniche presenti a Lampedusa, il radar della135^ Squadriglia dell’Aeronautica militare di contrada Perino a Marsala hanno negli anni generato incremento del rischio di insorgenza di tumori,inquinamento acustico, fenomeni di estinzione animale e vegetale, malformazioni fetali. Dati ufficiali rendono inoltre noto che, secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana sarà portata al 2% del PIL, cioè circa 40 miliardi di euro all’anno. Un enorme esborso di denaro pubblico sprecato per le spese se teniamo conto delle emergenze sociali che caratterizzano il nostro paese e in maniera specifica la nostra regione, se teniamo conto dei tagli ai servizi, all’istruzione, alla sanità.

Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio e invitiamo ad accorrere in massa alla giornata di domani

Chiara Paladino del coordinamento provinciale contro la guerra e la Nato