C’è anche il Comune di Castelvetrano tra le parti civili ammesse al processo scaturito dall’operazione “Mafia Bet”. Le altre parti civili ammesse dal gup del Tribunale di Palermo, Claudia Rosini, sono l’associazione “Codici Sicilia” (rappresentata dall’avvocato Giovanni Crimi), l’Antiracket Trapani (avvocato Giuseppe Novara), l’associazione “La Verità vive” di Marsala (avvocato Giuseppe Gandolfo) e il Comune di Campobello di Mazara. Nell’udienza preliminare di ieri sono state sette le persone che il gup del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio nell’ambito dell’operazione “Mafia Bet”.

Altri sette, invece, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Sono: Salvatore Mario Giorgi, Francesco Catalanotto, Giacomo Barbera, Paolo De Santo, Calogero Pizzolato, Antonino Tumbiolo e Giuseppe Di Stefano. «Saranno, quindi, processati davanti allo stesso giudice Rosini (prima il 13 febbraio 2020) e in caso di condanna potranno godere dello sconto di pena di un terzo rispetto a quanto previsto dalla legge per i reati loro contestati» come scrive oggi sul Giornale di Sicilia, Antonio Pizzo.

La posizione dell’onorevole Stefano Pellegrino, accusato di corruzione elettorale in concorso senza aggravante mafiosa, è stata stralciata. Nel procedimento sono coinvolti: Mario Giorgi di Campobello di Mazara (solo per lui anche concorso in corruzione elettorale) e Calogero Jonn Luppino, di 39, zio e nipote. Il castelvetranese Francesco Catalanotto, 47 anni, gestore di un centro scommesse a Campobello, Giacomo Barbera, di 66 anni, e Paolo De Santo, di 44 (oggi in libertà).

Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per Giorgio Gaspare Luppino, di 66 anni, Maria Tocco, di 38, Antonino Cucuzza, di 45, Paola Maggio, di 38, Calogero Pizzolato, di 40, Gaudenzia Zito, di 50, tutti di Campobello di Mazara, Vito Balsamo, di 39, di Salemi, Antonino Tumbiolo, di 48, di Mazara del Vallo, e Giuseppe Di Stefano, di 82, di Salaparuta.