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Il primo richiamo era avvenuto a luglio scorso, quando la Corte dei Conti scrisse al Comune definendolo «strutturalmente deficitario». I giudici della sezione di controllo della Regione Siciliana passarono a setaccio i conti del Comune di Campobello di Mazara e tirarono le somme di una situazione critica: «C’è la presenza di profili di irregolarità contabile e criticità per gli equilibri di bilancio, nonché di difformità della sana gestione finanziaria», scrissero nella delibera. Poi hanno chiesto all’Amministrazione comunale quali misure correttive avrebbe messo in atto e il consiglio comunale, a ottobre, scorso deliberò il piano. Che però alla Corte dei Conti non è piaciuto. L’ente, dunque, rimane «strutturalmente deficitario».

La situazione, dunque, per il Comune di Campobello di Mazara non è delle migliori. Perché ora l’Amministrazione comunale ha 60 giorni per presentare un Piano di riequilibrio che dovrà passare al vaglio nuovamente della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno. Se non dovesse passare, si apre la fase del dissesto finanziario. Per la parte finanziaria il Comune arranca, perché vanta 21,8 milioni di tributi non pagati dai cittadini e 6 milioni per extra tributi.

«La condizione che stiamo vivendo – ha spiegato il sindaco Giuseppe Castiglione sui social – che, purtroppo, accomuna molti enti locali siciliani, nel nostro caso scaturisce anche dal fatto di non aver potuto, nel corso degli anni, provvedere agli adeguati accantonamenti nei fondi crediti dubbia esigibilità e contenzioso. Questo per l’elevato numero di contenziosi instaurati in tanti anni, anche nel corso di precedenti amministrazioni, come, ad esempio, nei confronti di Belice Ambiente, Telecom, Enel Sole».

Intanto già a luglio scorso la Corte dei Conti aveva imposto al Comune di assumere impegni a pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. E ora i consiglieri comunali  d’opposizione Tommaso Di Maria, Isabel Montalbano, Liliana Catanzaro, Carla Prinzivalli e Giuseppe Fazzuni hanno chiesto ai revisori dei conti se la spesa di 13.600 euro sostenuta dall’Amministrazione comunale per il nolo delle bancarelle di Natale (installate nello spiazzo San Pio) e delle luminarie in paese, rientrino tra quelle «espressamente previste per legge».

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