Come riconoscere se il branzino che stai per acquistare è fresco? Quali segnali è bene osservare per acquistare un’orata appena pescata? Ecco a cosa fare attenzione per portarti a casa un prodotto fresco e genuino.

A cosa fare attenzione – Se il pesce è fresco o no, è possibile capirlo dalle parti del suo corpo. L’occhio, le branchie, la pelle, le squame, il peritoneo, la colonna vertebrale e la carne possono lanciare dei segnali che, colti durante l’acquisto del pesce o quando lo prepari a casa, possono aiutarti a distinguere quello fresco da quello che ha già trascorso qualche giorno sul banco della pescheria. Ma come interpretarli?

Se il pesce è fresco...
L’occhio è bombato (convesso), la cornea trasparente e la pupilla nera e brillante;
Le branchie sono di colore rosso vivace e senza muco. L’odore delle branchie (e della cavità addominale) è di alghe marine;
La pelle è di colore vivo, senza decolorazioni. Il muco cutaneo, presente naturalmente sulla superficie del pesce, è acquoso e trasparente;
Le squame aderiscono alla pelle. La carne è compatta ed elastica;
Il peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale, nel pesce fresco, aderisce alla carne;
La colonna vertebrale si spezza invece di staccarsi; internamente, lungo la colonna, non è presente alcuna colorazione.
Se il pesce non è fresco…

Quando il pesce non è fresco:
l’occhio è incavato al centro, la cornea lattiginosa e la pupilla è grigia;
Il colore delle branchie tende al giallastro ed è presente muco lattiginoso. L’odore delle branchie (e della cavità addominale) è acre;
La pelle si presenta spenta o in uno stato più avanzato di deperimento; il muco è grigio-giallognolo e opaco;
Le squame si staccano con facilità dalla pelle;
La carne è molle e flaccida;
Il peritoneo non aderisce alla cavità addominale e la colonna vertebrale si stacca. Inoltre, la zona lungo la colonna vertebrale, diventa di colore sempre più rosso con l'”invecchiamento”.

Raw fish on market counter

Contenuto realizzato nell’ambito del progetto La Spesa Che Sfida finanziato dal Ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018)

Fonte: Altroconsumo