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Claudio diventerà Alessia. Da uomo a donna in un percorso non facile che, finalmente, «sa di rinascita». È la storia di Claudio Riccobono, 26 anni, originario di Partanna ma abitante a Montevago, in provincia di Agrigento: il prossimo mese di settembre questo giovane inizierà il percorso che lo condurrà a cambiare sesso. Una condizione in cui vivono alcuni giovani ma che, spesso, è poco conosciuta. «Vorrei che molte ragazze e ragazzi che vivono la mia stessa situazione riuscissero ad aprirsi, così come ho fatto io – dice Claudio – la mia testimonianza, ora resa pubblica, spero possa essere un punto di riferimento per chi vuole uscire da certe condizioni di disagio».

La scelta che oggi Claudio ha fatto l’ha maturata quando aveva 14 anni. Una vita travagliata quella di questo giovane che ha vissuto momenti difficili: «Sono orfano da quando nel 2010 ho perso entrambi i genitori, anni assai difficili e molto turbolenti – racconta a CastelvetranoSelinunte.it – all’epoca ero minorenne e sono stato affidato a una zia, sorella di mia mamma che viveva con i miei nonni anziani. Tutto questo ha rallentato la mia decisione di intraprendere il percorso di transizione fino a ora».

Il suo percorso di transizione inizierà a settembre e prevederà dapprima dei test attitudinali e psicologici preliminari, poi il colloquio lungo e approfondito con uno psichiatra. Solo dopo aver seguito questo importante iter preliminare avrà inizio la terapia ormonale che si concluderà con un’operazione agli organi genitali. «Sarà un percorso lungo – dice Claudio – ma, non appena completato, potrò avviare l’iter legale per il cambio del nome anagrafico in Comune».

Per Claudio è l’inizio di un sogno: «Mi auguro che questa mia testimonianza possa portare tanta consapevolezza rispetto a un argomento che oggi più che mai è sulla bocca di tutti, nel bene e anche, purtroppo, nel male. L’omofobia è un problema molto diffuso nella nostra società, specie nelle piccole realtà di provincia. Mi auguro che sempre più gente possa aprire la propria mente, cogliendo tutto quanto di buono c’è nella comunità di noi transgender», ha concluso Claudio Riccobono.

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