L’ultimo rimpasto di giunta, condotta non a caso, secondo la scontata tecnica della distrazione di massa, nei giorni di ferragosto, apre un primo spiraglio sul senso delle recenti “operazioni strategiche” del sindaco Felice Errante, e segnatamente sulle dinamiche che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale.

citta nuova castelvetrano 2Lungi dalla preoccupazione di dare smalto, a pochi mesi dalla fine del mandato, ad una azione amministrativa che appare invero ogni giorno di più in tutta la sua drammatica opacità e approssimazione, il vero intento, come Città Nuova, aveva in tempi non sospetti palesato, è quello di “pagare il conto” a certi gruppi oggetto, nella consolidata ottica del trasformismo errantiano, di una sorta di campagna acquisti nell’area della vecchia opposizione; ovvero di gratificare gli appetiti nepotistici di chi vede finalmente premiato uno zelo degno di miglior causa.

Altri motivi non si riesce francamente a ritrovare scorrendo i curricula dei neo assessori; nei quali, al di là delle qualità personali, non si ravvisano altri meriti o competenze che non siano quelli riconducibili alle piccole manovre pre-elettorali e al compimento del disegno ribaltonistico iniziato nel 2015.

Il Direttivo di Città Nuova