ciro carava

Il Tribunale di Marsala ha assolto Ciro Caravà dall’accusa di associazione mafiosa, per non aver commesso il fatto. E ne ha disposto la scarcerazione immediata. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’ex sindaco di Campobello di Mazara, a diciotto anni di carcere.

Nel processo erano imputati anche l’anziano boss Leonardo Bonafede, già condannato in passato per associazione mafiosa, per il quale è stata chiesta una pena di sei anni per intestazione fittizia di beni, ed altre cinque persone, Simone Mangiaracina e Cataldo La Rosa, ritenuti i bracci operativi del capomafia, per i quali era state chieste due condanne rispettivamente a venti e diciotto anni, Antonino Moceri ed Antonio Tancredi, per i quali era stata avanzata una richiesta di quindici anni ciascuno, e Gaspare Lipari, sedici anni. Il processo scaturivadall’operazione denominata Campus Belli. Secondo gli inquirenti, l’ex primo cittadino avrebbe avuto rapporti con esponenti della famiglia mafiosa campobellese capeggiata da Bonafede.

«Ciro Caravà non è mai stato inserito, o meglio “punciutu”, nell’associazione mafiosa. La sua vita è stata attraversata da un evento determinante. La perdita di un genitore quando andava a scuola. Nel 1976, ad opera della mafia, fu ucciso lo zio e pochi giorni dopo scomparve il padre di Ciro». E’ quanto aveva affermato, in Tribunale, l’avv. Giuseppe Oddo, difensore dell’ex sindaco di Campobello.«Come confermato da Giovanni Brusca – ha proseguito il legale – il padre di Caravà fu vittima perché cercava di capire che fine avesse fatto il fratello. Caravà padre muore in una guerra di mafia, ma non era mafioso».

Solo due dei sette imputati del processo scaturito dall’operazione antimafia dei carabinieri Campus Belli del 16 dicembre 2011 sono stati condannati dal Tribunale di Marsala.

Sono Simone Mangiaracina, di 76 anni, e Cataldo La Rosa, di 48, considerati il “braccio operativo” dell’anziano boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede, di 81 anni, assolto dall’accusa di intestazione fittizia di beni. Mangiaracina è stato condannato a 13 anni di carcere, mentre La Rosa a 12 anni.
Per entrambi, scontata la pena, tre anni di libertà vigilata. Oltre all’ex sindaco Ciro Caravà e a Bonafede, sono stati poi assolti anche Gaspare Lipari, di 46 anni, che secondo l’accusa avrebbe svolto una funzione di “collegamento” tra il sindaco e il capomafia Bonafede, Antonino Moceri, di 62, e Antonio Tancredi, di 53.
Questi ultimi due, imprenditori del settore olivicolo, erano accusati di concorso esterno in associazione mafiosa per avere consentito a Cosa Nostra di infiltrarsi nell’attività economica.

fonte. marsala.tp24.it