tribunale castelvetrano Il Tribunale di Gorizia ha rinviato a giudizio 13 persone, per l’inchiesta sulle fatture gonfiate nella gestione del Centro di identificazione ed espulsione e dei richiedenti asilo di Gradisca d’Isonzo (Gorizia).

Tra le persone rinviate a giudizio, anche i vertici della società “Connecting people” con sede legale a Trapani in via Conte Agostino Pepoli. Coinvolto nell’inchiesta l’amministratore della società , all’epoca dei fatti, Giuseppe Scozzari di Castelvetrano. Tra i rinviati a giudizio vi sono anche il vice prefetto di Gorizia, Sandra Allegretto, il ragioniere capo della stessa Prefettura, Telesio Colafati e undici componenti del consorzio «Connecting People» che ha gestito le strutture.

Quest’ultimi, sono imputati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 12 giugno.

Il viceprefetto Gloria Sandra Allegretto e il ragioniere capo della Prefettura Telesio Colafati devono rispondere di falso materiale e ideologico in atti pubblici. I responsabili della Connecting people, il consorzio siciliano che ha amministrato dal 2008 i due centri immigrati coinvolti nell’inchiesta, sono chiamati a rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello stato e a inadempienze di pubbliche forniture.

Tra i rinviati a giudizio Giuseppe Scozzari presidente del Consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Connecting people, professionista molto conosciuto a Castelvetrano, per le sue varie attività nell’ambito del volontariato e delle politiche sociali.

Ettore Orazio Micalizzi vice presidente del Cda, Vittorio Isoldi direttore della Connecting people, Giovanni Scardina direttore del Cie, Gloria Savoia direttrice del Cara Mauro Maurino componente del Cda e Giuseppe Vito Accardo sindaco supplente. Sarebbero stati rinviati a giudizio anche alcuni dipendenti del Consorzio ,con eguali imputazioni del vertici della Connecting people.La Procura della Repubblica friulana ha contestato loro il reato di aver ottenuto somme maggiori , rispetto a quelle dovute sulla gestione degli immigrati.

Nelle fatture mostrate alla Prefettura sarebbe stato descritto un numero superiore di aventi diritto, rispetto a quelli effettivamente presenti nelle due strutture di Gradisca. E ancora i magistrati friulani accusano i rinviati a giudizio, di non aver fornito agli extracomunitari alcuni servizi previsti dal contratto come, carte telefoniche prepagate e acqua. Il periodo preso in esame nell’indagine, condotta dagli agenti della Digos e dalla Guardia di finanza, va dal 2008 al 2011, i tre anni in cui la Connecting people ha gestito il centro immigrati di Gradisca.