La condanna a due anni e mezzo di reclusione, nonché a mille euro di multa, è stata invocata dal pm Silvia Facciotti per Giuseppe Barresi, 61 anni, ex dirigente dell’Anagrafe al Comune di Castelvetrano, processato davanti al giudice monocratico Vito Marcello Saladino per truffa in danno di ente pubblico e falso ideologico.

Nel corso della sua requisitoria, il pm ha sostanzialmente sostenuto che l’imputato avrebbe goduto illegittimamente di un diritto (congedo straordinario) in assenza delle condizioni di legge. Secondo la Procura, in particolare, il funzionario, con il pretesto di assistere la madre (la 90enne L.B.), aveva chiesto e ottenuto un congedo retribuito di due anni, attestando, per l’accusa falsamente, la coabitazione con l’anziana, in situazione di handicap grave e bisognosa di cure.

Il congedo straordinario retribuito ottenuto dal Barresi è relativo al periodo compreso tra l’1 febbraio 2015 e il 31 gennaio 2017. A difendere Barresi è l’avvocato Celestino Cardinale, che il prossimo 22 novembre cercherà di ribaltare le conclusioni del pubblico ministero. Il Comune di Castelvetrano si è costituito parte civile. A rappresentarlo è l’avvocato Francesco Vasile.

Nel processo, oltre all’investigatore che ha condotto l’indagine, sono stati ascoltati anche Marco Caruso e Lio Nastasi, i due dipendenti comunali che hanno firmato l’esposto che ha fatto scattare procedimento. Intanto, nell’estate 2016, tornato in servizio, Barresi è stato nominato dall’allora sindaco Felice Errante comandante della polizia municipale.

E ciò nonostante il procedimento penale a suo carico. Un anno fa, in aula, il funzionario si è difeso affermando: «Ho chiesto l’aspettativa perché non ce la facevo più a fare quella vita: di giorno al lavoro in ufficio e la notte a casa di mia madre, reduce da un ictus. Nel 2015, vi dormivo da 3 a 5 volte a settimana e spesso venivo svegliato. In ufficio, poi, rischiavo di addormentarmi».

fonte. Giornale di Sicilia (Antonio Pizzo)