È di otto anni di carcere la pena richiesta dal sostituto procuratore generale della quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo, Carlo Marzella, per l’ex consigliere comunale castelvetranese di “Articolo 4” Calogero “Lillo” Giambalvo, accusato di essere tra i favoreggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il magistrato Marzella ha chiesto e ottenuto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, chiedendo ora la condanna.

Giambalvo venne arrestato il 19 novembre 2014 nell’ambito dell’operazione antimafia “Eden 2”, ma venne assolto in primo grado dal giudice per le udienze preliminari Fernando Sestito nel 2015. Dopo il suo ritorno in consiglio comunale, l’ente venne sciolto per infiltrazioni mafiose. A Giambalvo viene contestato il suo operare in tre campagne elettorali: le regionali del 2012, le amministrative di Castelvetrano sempre dello stesso anno e le Comunali a Campobello di Mazara nel 2014. A Giambalvo viene contestato il rapporto con Paolo Ruggirello (con l’ex onorevole Giambalvo progettava la realizzazione di un self-service nel Parco archeologico di Selinunte) ma anche il coinvolgimento nella tentata estorsione a Nicolò Clemente, per cui Giambalvo è stato già condannato dal Tribunale di Trapani a 6 anni e 6 mesi di reclusione.