Cinque punti che sono proposte concrete per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale di Castelvetrano. A sottoporli all’attenzione dell’Amministrazione comunale è stata la delegazione castelvetranese di “Italia Nostra”. Il documento è stato presentato agli assessori Biagio Virzì e Maurizio Oddo. I cinque punti guardano con attenzione al centro storico e riguardano il trasferimento dell’edilizia residenziale privata e di quella economica e popolare dalla periferia al centro. «È sotto gli occhi di tutti che le lottizzazioni di iniziativa privata realizzate nelle aree periferiche sono largamente incomplete e che, oltre a determinare l’abbandono del centro urbano, hanno comportato uno spreco di risorse economiche», scrivono.

Il nuovo Prg per “Italia Nostra” «deve fermare la crescita delle zone C, puntando a ottenere zero metri cubi di nuove costruzioni, ed è altresì necessario che le nuove zone destinate all’edilizia economica e popolare siano individuate all’interno del centro storico».

Ma non solo. Per “Italia Nostra” è necessario la perimetrazione della zona A e la politica attiva per la tutela degli edifici storici. «Lo studio di “dettaglio della zona A1”, approvato solo dalla Giunta, ma non in Consiglio, così come concepito dalla legge 13/2005, non è un piano urbanistico, ma solo uno studio dettagliato degli edifici che ricadono in centro storico, e pertanto non può essere assunto come punto di riferimento per la perimetrazione della zona A del nuovo Prg», scrivono nel documento.

Il centro storico, sempre secondo “Italia Nostra”, dovrebbe essere il luogo ideale per i centri commerciali naturali. L’associazione ha individuato tre aree a tale scopo: quello retrostante l’impianto di carburante di viale Roma, la piazza Archimede e la piazza Dante. «In queste aree si potrebbero realizzare coperture (prefabbricate o comunque removibili) e allocare gli stands per le attività commerciali».

Infine c’è il piano di recupero per Triscina. «L’unica possibilità, per ridare dignità a questo territorio, è la redazione di un piano particolareggiato di recupero che sulla base di un rigoso accertamento dei titoli edilizi, definisca: quali sono le opere di urbanizzazione necessarie, quali servizi progettare affinchè Triscina sia coerente con la valorizzazione del Parco Archeologico, quali costruzioni insanabili sono da demolire o da utilizzare per pubblica utilità ai fini dei punti a e b».

Ma tra le proposte c’è anche un piano per Marinella di Selinunte. «È necessario – spiega “Italia Nostra – che ai fini della tutela delle caratteristiche del borgo, le aree libere siano destinate ad uso pubblico. Eventuali concessioni già rilasciate devono essere ritirate».