Piangersi addosso e, di più, criticare senza però far nulla per migliorare. La notizia dell’arrivo del Commissario ad acta per il bilancio ha scosso gli animi dei castelvetranesi sui quali già pesava l’accusa di essere cittadini evasori. Che ora il Comune sia commissariato per il bilancio ha creato non poche ulteriori reazioni, soprattutto avendo come obiettivo il Comune e chi lo sta governando. Ma se da un lato l’Amministrazione potrà avere la sua colpa, c’è chi rende coresponsabile di un processo che sta portando «la città a morire…» anche i suoi cittadini.

«Indubbiamente le difficoltà ci sono e chiunque andrebbe a oggi a governare si troverebbe di fronte ad un caos assoluto» commenta il dottore commercialista Filippo Centonze. Ma i cittadini che possono fare? Proprio da Centonze è nata la proposta che ogni cittadino potrebbe donare 20 euro all’anno (o chi potrà, anche di più) in un conto dedicato istituito dal Comune, una sorta di fondo da poter utilizzare per le emergenze. «Sarebbe una spesa detraibile dal reddito e, poi, in base al numero dei cittadini si riuscirebbe a totalizzare quasi 700 mila euro».

Un’iniziativa che Centonze ha battezzato come “Salva la tua città”: «questa – spiega – ci consentirebbe di far parlare bene, in questa occasione, dei cittadini castelvetranesi che vogliono salvare la propria città e mettono le mani nelle proprie tasche, oltre la faccia». Una manifestazione di solidarietà che – secondo Centonze – «potrebbe attirare nell’immediatezza l’attenzione delle istituzioni e di altri investitori, consentendo, così, di far affluire aiuti da più fronti. La proposta dovrebbe essere supportata da giornali programmi televisioni nazionali come Striscia la Notizia, in modo che tutti possano vedere l’impegno morale che ogni cittadino vuole prendere per salvare la propria città»

Venti euro all’anno per ogni cittadino sarebbe un piccolo sacrificio «che richiederebbe una piccola rinuncia, ma ci consentirebbe di raggiungere un piccolo-grande obiettivo». Il ragionamento del commercialista Centonze, del resto, è lineare: «In questa città ci viviamo noi e speriamo di farci vivere i nostri figli, quindi è giunto il momento di aiutarci a vicenda per il bene comune….». Almeno l’idea c’è. Potrà ora essere realizzata?