Assoluzione dall’accusa di tentato omicidio per “legittima difesa”, ma condanna (a sei mesi di reclusione) per porto illegale di arma da taglio. E’ stata questa la sentenza emessa, dal Tribunale di Marsala, nel processo che ha visto imputato il 64enne Antonino Telari, celibe e disoccupato, che il 27 luglio dello scorso anno è stato arrestato dai carabinieri del Norm di Castelvetrano dopo avere accoltellato, il giorno prima, un uomo nel corso di una furiosa lite.

Entrambi erano ospiti della casa di riposo “Tommaso Lucentini”. Il rivale di Telari (tale Caradonna) fu ferito all’addome dopo avere colpito con pugni e calci il Telari, che sferrò il fendente, ha detto il pubblico ministero Antonella Trainito nel corso della sua requisitoria, mentre l’avversario “alzava, con atteggiamento minaccioso, un martello”. Per questo motivo, il rappresentante dell’accusa ha affermato che “non fu tentato omicidio, ma eccesso colposo di legittima difesa”.

La lite sarebbe nata per futili motivi. Dopo essere stato accoltellato, Caradonna fu subito soccorso e trasportato in ospedale. I carabinieri, grazie alle dichiarazioni di chi aveva assistito ai fatti, riuscirono, con la collaborazione dei vigili urbani, a rintracciare il Telari, che fu rinchiuso nel carcere trapanese di “San Giuliano” con le accuse di tentato omicidio e porto illegale di arma da taglio.

tra da un articolo di Antonio Pizzo
per il Giornale di Sicilia