Questa mattina Irene Barresi si è dimessa da assessore della Giunta guidata da Enzo Alfano. La Barresi ricopriva la delega all’igiene, alla tutela ambientale, tutela animali e arredo urbano. Dopo aver presentato le dimissioni, la Barresi lo ha comunicato sul proprio profilo Facebook: “Con questo mio post tengo a precisare che la mia decisione scaturisce da motivazioni esclusivamente personali, come molti già sanno, legate a problemi di salute in famiglia a cui non posso sottrarmi. Per proseguire, con responsabilità e scrupolo nell’incarico datomi, occorre serenità senza la quale non si può operare con l’attenzione dovuta: le malattie a volte dettano i tempi delle nostre azioni e occorre fare delle scelte, anche se sofferte”.

Scrive ancora la Barresi: “Durante questi mesi di mandato ho sempre messo in campo tutto il mio impegno, dando il massimo per il senso di responsabilità che ho sempre avuto nell’espletamento dell’incarico conferitomi. Durante il mio assessorato, diverse sono state le azioni che ho portato avanti, una su tutte l’avvio su Castelvetrano e frazioni marinare della raccolta differenziata. Oggi, grazie anche ad un servizio puntuale, è iniziato un trend positivo che ha visto crescere le percentuali di raccolta e mi auguro che la città risponda sempre meglio. E’ un percorso per il quale però ci vorrà tempo, e ancora oggi ci ritroviamo con gli abbandoni ingiustificati quanto incivili da arte di alcuni concittadini che si rifiutano di differenziare evidentemente non comprendendone l’importanza, ma mi auguro che dal rispetto per la raccolta differenziata si passi al rispetto per il nostro territorio, per le nostre strade, le nostre ville, le nostre piazze, per la nostra città, dalla periferia al centro”.

Irene Barresi

“Avrei potuto fare di più? Avrei potuto fare meglio?”, s’interroga la Barresi. “Possibile, ma è certo che il mio impegno è stato massimo e ritengo che tutti dovremmo agire affinché, alla fine di un percorso, non vi siano ripianti”.

La Barresi spiega che la città “non è voluta bene da tutti, dove occorre ricostruire un senso di comunità smarrito, che purtroppo stenta a riformarsi. Una città difficile, dal passato complicato ma che deve riuscire a riscattarsi dagli anni bui di un passato non recente e risollevarsi per il futuro dei suoi figli”. E poi un auspicio: “Il cambiamento non viene da fuori se non accettiamo di essere per primi noi stessi a metterci in discussione”.