Sciopero digitale. È quello al quale hanno promosso gli studenti delle classi quinte degli Istituti di Castelvetrano “Cipolla- Pantaleo Gentile e “G.B. Ferrigno”. «Abbiamo deciso di aderire a uno sciopero della D.A.D (didattica a distanza) non seguendo le lezioni online, protestando in merito alla confusione che si è venuta a creare attorno all’esame di maturità», spiegano i rappresentanti dei rispettivi istituti.

La protesta parte dal fatto che a meno di un mese dall’esame ancora vi sono troppi dubbi e poche certezze. «Negli ultimi tre mesi didatticamente è regnata solo confusione, inizialmente perfettamente giustificabile, ma che ancora ad oggi non ci permette di avere la preparazione tale da svolgere l’esame orale, spiegano. Abbiamo deciso di far valere la nostra voce perché sentiamo la necessità di dire la nostra su un argomento di cui si è chiesto il parere di tutti ma non dei diretti interessati. La scuola siamo noi studenti, la scuola senza noi non vive, la scuola non è nei palazzi, la scuola sta nelle aule».

Quello che un tempo era dunque un rito di passaggio pieno di ansie, ma pur sempre piacevole, diventa allora un esame privo di significato e di contenuti, secondo gli studenti: “E’ TARDI. Oggi 13 Maggio, manca circa un mese alla prova orale e siamo stati abbandonati, rimasti fin ora inascoltati e ignorati del tutto. La maggior parte dei maturandi d’Italia chiede la tutela, quella nostra e quella dei nostri professori, la possibilità di svolgere un esame in totale sicurezza.

Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull’organizzazione della scuola gli studenti, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione prendendo spunto dall’articolo articolo 2 comma 5 dello statuto dello studente.

Non potendo scioperare in piazza abbiamo quindi deciso di farlo a casa, perché nonostante la lontananza causata dal Covid-19 anche gli studenti sanno stare gli uni accanto agli altri. Noi stessi non crediamo in questo esame, non crediamo sia una priorità ad oggi, non crediamo sia inevitabile, nonostante fosse importante. Ci ritroviamo a poco più di un mese dall’inizio degli esame senza nemmeno un briciolo di certezza. Come si può pretendere che uno studente riesca a prepararsi adeguatamente in un solo mese quando ci si porta sulle spalle il carico di un intero anno scolastico? Ebbene ecco la nostra risposta: non si può.

È una crisi sanitaria, non una crisi delle istituzioni. Siamo degli studenti e come tali godiamo del diritto allo studio, un diritto fondamentale che qualche mese fa rischiavamo di perdere, oggi nonostante ciò abbiamo deciso di esprimerci liberamente perché noi vogliamo dire la nostra sul nostro futuro. Noi nel nostro futuro vogliamo: chiarezza, efficienza, tutela e comprensione”