Castelvetrano, otto recipienti al campo migranti nell’ex cementificio

Otto taniche da mille litri ciascuno sono state donate da Giuseppe Scozzari all’accampamento spontaneo di migranti economici presso l’ex “Calcestruzzi Selinunte” sul territorio di Castelvetrano e a confine con quello di Campobello. La consegna è avvenuta stamattina, alla presenza dei rappresentati del presidio di “Libera” a Castelvetrano e del coordinatore provinciale Salvatore Inguì. Lunedì sarà cura dei volontari del presidio provvedere a montare raccordi e rubinetti, poi il Comune di Castelvetrano dovrà provvedere a riempire d’acqua le taniche. L’ente, tramite i suoi Uffici, dovrà anche occuparsi del rifornimento periodico.

Attualmente sono 70 i migranti che vivono in alloggi di fortuna sistemati (abusivamente) all’interno dell’ex calcestruzzi di proprietà della famiglia Cascio. L’ex opificio è sprovvisto di approvvigionamento idrico e i migranti, con carrelli e bidoni, ogni giorno fanno la spola tra il campo e le prime abitazioni di Campobello (quasi 1 km) dove i residenti gli consentono di prendere l’acqua.

Il Comune di Castelvetrano voleva lo sgombero ma, vista l’emergenza coronavirus, si è scelto, al momento, di soprassedere. I volontari di “Libera” stamattina ai migranti hanno portato anche verdure donate da Stefano Bonacasa, vestiti e scarpe usate. «La questione va affrontata anche in vista dell’arrivo di altri migranti che serviranno per la raccolta delle olive – ha spiegato Salvatore Inguì – ecco perché siamo disponibili col Comune a discutere e intraprendere percorsi condivisi

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Redazione