C’è anche la dottoressa Francesca Catania, assessore ai servizi sociali e specialista delle malattie dei bambini. In merito ai rischi dell’amianto sembra avere le idee “chiare”: “La nostra salute dipende anche da ciò che respiriamo, fumo di sigarette in primis. I ragazzi non muoiono per l’eternit, muoiono per l’uso delle droghe, per gli alcolici…”.
L’assessore si chiede inoltre, “perché ciascuno di noi non segnala quello che vede? Delegare tutto non risolve le cose. E’ facile dire all’amministrazione ‘dovete risolvere i problemi’. In realtà dobbiamo crescere noi. Se a chi butta l’immondizia fuori dal cassonetto, gli si dicesse ‘ma tu perché la stai buttando a terra?’… Anche questa è garanzia della nostra salute.
In effetti, il ragionamento non fa una piega. È come se di fronte ad un incendio immane che sta per distruggere un’intera città, si invitasse la gente a non buttare a terra le cicche di sigaretta.

Interviene anche Pasquale Calamia, neofunzionario della Regione Sicilia, collaboratore dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, oltre che consigliere comunale del Pd di Castelvetrano:
L’amministrazione comunale venendo qui ci ha messo la faccia, ascoltando le lamentele dei cittadini… Mercoledì ci sarà un incontro con l’assessorato Territorio e Ambiente, ma non pensate che i problemi si possano risolvere con la bacchetta magica. In Sicilia ci sono 354 comuni e bisogna verificare il bilancio della finanziaria che è stata appena approvata. Comunque ognuno deve fare la sua parte per la tutela e la vigilanza del territorio. Non ci si può aspettare che a risolvere tutto sia la Regione Siciliana”.
Maria Antonietta Garofalo, ex segretaria del Circolo Impastato di Rifondazione Comunista, trova di cattivo gusto la storia del “metterci la faccia”: “Ci stanno mettendo la faccia anche quelli del comitato Belvedere. La vostra presenza qui non è un metterci la faccia, ma fare il proprio dovere da governatori di questa città”.

C’è anche Maurizio Piazza, consigliere di Città Nuova, che ha sottolineato come nessuno abbia mai denunciato i mezzi che scaricano l’eternit. Dagli astanti però qualcuno replica che i cittadini non possono essere trasformati in sceriffi del territorio. La tensione sale e Piazza, contrariato, se ne va senza salutare. Don Meli cerca di mettere una pezza al comportamento poco istituzionale del consigliere, affrettandosi a precisare che “Maurizio era qui come semplice cittadino”, ma l’assessore Catania ribatte che non ci si spoglia mai del proprio ruolo e che questo è il risultato della sensibilità che produce il consiglio comunale.

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