Qualche mese fa abbiamo pubblicato il servizio “Il colmo della città degli ulivi…non essere tra le città dell’olio” che ha suscitato indignazione soprattutto tra gli addetti ai lavori. Il Comune di Castelvetrano già dai tempi dei Commissari straordinari si è tirato fuori dall’Associazione nazionale “Città dell’olio”.

Al sodalizio possono aderire solamente i Comuni e tutti gli enti pubblici e non i singoli produttori. Ma la rabbia tra questi ultimi è evidente e si è fatta sentire con un documento scritto: «Un territorio come quello di Castelvetrano che vanta oltre cinquanta aziende agricole che confezionano l’olio in proprio e dieci frantoi oleari, non può continuare a essere mortificato per qualche migliaio di euro, in un settore che significa linfa vitale per l’economia del paese», scrivono

La quota di adesione è di quasi 2.000 euro. «L’adesione all’Associazione e alle iniziative che essa propone non si dovrà concretizzare esclusivamente nell’identificazione di un logo, di una bandiera o di un cartello stradale da esibire ma sarà necessario anche un percorso di valorizzazione e di strategia turistica che parte dall’accoglienza del turista dell’olio, del turista della civiltà dell’ulivo», scrivono ancora i produttori, pronti a chiedersi: «In tutto questo, fino ad ora, l’Amministrazione Comunale è rimasta indifferente, sorda e muta; qualcosa cambierà?».