[di Tommaso Bertolino – ex consigliere comunale] Tutto iniziò da quel bonario avviso del 6 novembre 2017 allorquando il nucleo di Polizia Annonaria (ndr. Polizia Municipale) rese noto che avrebbe effettuato e su tutto il territorio comunale, controlli di natura amministrativa riguardanti autorizzazioni, pubblicità, Tosap e tributi vari.

E fu così che prese avvio quell’attività di controllo da parte dei vigili urbani di Castelvetrano per accertare la regolarità delle insegne pubblicitarie.
Ma come tutte le storie, si sa quando iniziano ma non si sa come finiscono!

Solo che quella storia che nelle intenzioni lasciava presagire il lieto fine, improvvisamente si è trasformata in un’odissea.

Ed è infatti il caso di più di 100 commercianti di Castelvetrano che dopo avere accolto positivamente l’iniziativa (quella cioè dell’avviso bonario pubblicato il 6 novembre 2017) e presentato le richieste per la regolarizzazione delle insegne pubblicitarie collocate o da collocare nelle sedi delle loro rispettive attività commerciali, strada facendo sono stati accomunati da un finale a sorpresa!

Pur trascurando il dato che ad oggi le tante richieste di regolarizzazione presentate prima alla Polizia Municipale e poi traghettate all’ufficio Tributi non hanno ancora avuto esisto in mancanza dei dovuti pareri di legge, non si comprende perché gli esercenti (e in particolare quelli che in questa storia hanno voluto impersonare la parte “dei buoni ed onesti commercianti del paese”) sono stati sottoposti a sorpresa al pagamento di ben due multe. La prima di € 103,00 circa come sanzione amministrava per regolarizzare gli impianti pubblicitari esistenti e la seconda di € 422,00 per violazione del C.d.S. elevata dagli agenti di Polizia municipale all’atto dell’accertamento effettuato sui luoghi per il rilascio del previsto parere di viabilità.

A questo punto una domanda sorge spontanea …., se i commercianti di Castelvetrano non avessero contribuito con la loro spontanea adesione alla formazione del lungo elenco oggi in possesso degli uffici comunali competenti ed altresì preposti al servizio di monitoraggio delle attività commerciali presenti nel territorio, secondo quali criteri e modalità di verifica sarebbe stato svolto il servizio di accertamento e cosa sarebbe cambiato per coloro che hanno responsabilmente scelto la strada della regolarizzazione amministrativa?

Resta dunque da capire se la complessa storia delle insegne debba continuare ancora a mantenere i caratteri di codesta singolarità o meno, posto che gli esercenti che spontaneamente hanno scelto di regolarizzare le insegne dei loro negozi piuttosto che essere sostenuti dalla P.A. sono stati penalizzati alla stessa stregua di chi, in assenza di controlli, non ha mai ritenuto necessario sanare o regolarizzare la propria situazione amministrativa.
F.to: arch. Tommaso BERTOLINO