Essepiauto

Castelvetrano e la Sicilia occupano un posto indelebile nella storia dell’Aeronautica italiana e così le Medaglie d’Oro siciliane Aurelio Di Bella di Roccalumera e Francesco Maiore di Noto che combatterono quelle battaglie.

In modo particolare, il Palazzo dei Principi Tagliavia-Aragona-Pignatelli dove oggi si trovano gli uffici del Comune di Castelvetrano, nell’autunno del 1942 fu vissuta una delle pagine più gloriose della nostra Aeronautica.

Lo sa bene Gianni Bianchi, appassionato storico toscano che lo scorso mese ha pubblicato il testo “La battaglia di Bougie | Novembre – Dicembre 1942. L’olocausto degli Aerosiluranti”. Il testo, edito dall’associazione culturale SARASOTA, è già disponibile in diverse librerie italiane anche online.

Il palazzo Pignatelli era la sede del 132° Gruppo del Mag. C.E. Buscaglia, comandante di un reparto aerosiluranti S.M.79 schierati nel vicino aeroporto di Li Funtaneddi. Carlo Emanuele Buscaglia, Uomo Simbolo, rappresenta per l’Aeronatica nella seconda guerra mondiale ciò
che Francesco Baracca è stato nella prima guerra mondiale: un eroe purissimo con un palmares straordinario.

L’eroe di Novara aveva costituito un reparto d’elite, erano con lui assi come: Carlo
Faggioni, Giulio Cesare Graziani, Martino Aichner, Ramiro Angelucci, Carlo Pfister, Marino Marini, Francesco Bargagna, Giuseppe Coci… una vera e propria eroica “Banda di Fratelli”.

E’ principalmente a causa di questi Ragazzi che i convogli britannici potevano transitare nel canale di Sicilia eccezionalmente e solo se scortati dalle corrazzate di Gibilterra e Alessandria, perché con scorte meno efficaci sarebbero stati alla mercé dei “Gobbi Maledetti”. Così gli inglesi avevano soprannominato i Savoia S.M.79. “il Mediterraneo è chiuso, i nostri convogli devono transitare da Capo Horn” aveva detto lo stesso Churchill in Parlamento.

Nel libro viene narrata l’epica e tremenda battaglia sulla rada di Bugie in Algeria, dove l’aeronautica italiana si distinse per coraggio in una situazione veramente sfavorevole. Famoso l’attrito che si creò tra Faggioni e Buscaglia per il disaccordo del primo sul metodo di conduzione degli attacchi. Attrito, ma mai mancanza di rispetto e grande abnegazione di tutti, soprattutto di coloro che lì perirono.

«La baia di Bougie si presentò ai nostri occhi terrificante. Le navi erano tante, tante, tante…quanto videro i miei occhi in quel languido pomeriggio dell’11 novembre 1942 non ha mai avuto possibilità di confronto in missioni precedenti e successive».

Nel libro, sono presenti foto, documenti e testimonianze per penetrare nelle ore drammatiche di quel fine 1942 in quei cieli e su quelle acque del Mediterraneo.

 

GIANNI BIANCHI